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L’inaugurazione di Open Baladin Roma

Un dettaglio delle spine e delle bottiglie
Un dettaglio delle spine e delle bottiglie

Dopo gli annunci, le polemiche, i comunicati ufficiali, ieri il nuovo Open Baladin di Roma si è finalmente svelato a tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori. Inutile sottolineare l’attesa con la quale l’ambiente birrario nazionale stava aspettando l’apertura del locale “numero uno” del progetto nato dalla mente di Teo Musso, poiché sin dall’inizio tutti avevamo capito che ci saremmo trovati di fronte a qualcosa di mastodontico, da diversi punti di vista. E’ bastato varcare la porta d’ingresso per capire che le intuizioni erano giuste…

L’Open Baladin di Roma è senza dubbio un locale d’impatto, non c’è che dire. La sala principale, di forma quasi quadrata, è immensa, sebbene ieri fosse piena all’inverosimile sin dal tardo pomeriggio. A colpire subito l’occhio – e non potrebbe essere altrimenti – è l’immenso bancone capace di occupare un lato intero della sala e dal quale spuntano la bellezza di 40 (quaranta) spine, divise in gruppi da 5 ognuno. Alle spalle del bancone c’è lei, la scaffalatura delle bottiglie italiane. Credo sia difficile spiegare a parole o con foto l’effetto di questo vero e proprio elemento architettonico, capace di ospitare 100 diverse birre e di ammaliare il visitatore grazie a un gioco di luci straordinario.

L'impressionante scaffalatura delle bottiglie
L’impressionante scaffalatura delle bottiglie

Questo componente è il perno della birreria, non solo da un punto di vista meramente estetico. Il grande valore aggiunto risiede nella sua forza evocativa, in grado di valorizzare visivamente in un colpo solo tutti i prodotti presenti sugli scaffali. Entrando in Open Baladin, ci si ritrova travolti dalla visione di una parete completamente coperta di bottiglie illuminate… se parliamo di pura comunicazione, difficilmente in passato si è riusciti a dare lustro alla birra italiana artigianale con questa estrema sintesi.

La lista delle birre alla spina
La lista delle birre alla spina

Come spiegato in passato, le 100 bottiglie rappresentano il fior fiore (o quasi) della produzione birraria italiana. Ogni birrificio presente può vantare circa 3 prodotti, eccezion fatta per quelli “di casa” (Baladin e Birra del Borgo) che schierano ragionevolmente un numero maggiore di birre – il dettaglio fu comunque annunciato a suo tempo dallo stesso Teo. Anche le tantissime spine saranno occupate da soli prodotti italiani, trasformando così il locale in una sorta di festival permanente sulla birra nazionale. Inoltre, alcuni birrifici italiani realizzaeranno birre speciali solo per il locale, che perciò potrà vantare anche una serie di interessantissime esclusive: tra le prime ci saranno la Karkadè dell’Olmaia e la Christmas CU+, realizzata a quattro mani da Teo Musso e Leonardo Di Vincenzo.

DSC03970
Le nuove “pinte romane”

Tornando all’arredamento dell’Open Baladin capitolino, il resto della sala principale è occupata da tanti tavolini e decorata con splendidi disegni, mentre una parete è quasi interamente occupata dalla spettacolare lista delle birre alla spina, oltre che da altre informazioni. Tra le quali – argomento giustamente caro a molti – sono riportati i prezzi: un bicchiere da 33cl (il classico Teku o la belllissima pinta romana) costa 4,00 euro, salendo a 5,00 per le birre speciali. Prezzi dunque in linea con la realtà artigianale romana, forse addirittura più bassi che in altri posti.

La sala dedicata ai prodotti stranieri
La sala dedicata ai prodotti stranieri

Finora ho parlato solo della sala principale. In effetti esistono altre stanze che vanno a formare quasi un labirinto. Scendendo alcuni scalini si accede alla piccola area dedicata alle birre straniere, che ospitarà a rotazione i migliori prodotti da tutto il mondo. Le spine a disposizione sono 5, mentre non poteva mancare un’interessante selezione di bottiglie. La sala è molto intima e confortevole, probabilmente diventerà il rifugio degli appassionati più tenaci 🙂 .

Qui, inoltre, si terranno una serie di imperdibili appuntamenti con birrai ospiti. Un calendario di massima è già pianificato: a ottobre sarà presente Gijs Swinklers del birrificio trappista La Trappe, a novembre Gregory di Rulles, a dicembre il birrificio St. Bernardus, a gennaio Cantillon, a febbraio Dupont, a marzo la Bush, ad aprile Mike Murphy, a maggio Garrett Oliver per un non meglio precisato American-Italian Beer Festival.

Una delle sale in stile gitano
Una delle sale in stile gitano

Le altre sale invece sono arredate in uno stile gitano, capace di far sprofondare gli avventori in un’atmosfera particolarissima. “Sprofondare” è il termine giusto, visto che è possibile rilassarsi sedendo su divani e poltrone dal gusto retrò e vagamente kitsch. A completare l’arredamento di questa area ci sono tantissimi dettagli suggestivi, come foto di tempi andati, angoli quasi domestici, accessori che ci si immaginerebbe in negozi di antiquariato. Lo stile  probabilmente non piacerà a tutti, ma il suo fascino non è in discussione.

La Karkadè dell'Olmaia, una delle birre create apposta per il locale
La Karkadè dell’Olmaia, una delle birre create apposta per il locale

Tornando all’offerta del locale, Open Baladin sarà anche nel segno della cucina d’eccellenza. Nel progetto sono infatti coinvolti coloro che possono essere ormai considerati due mostri sacri dalla gastronomia romana: Gabriele Bonci e Andrea De Bellis. La proposta culinaria si concentrerà su piatti semplici ed informali, ma con un’attenzione maniacale alla qualità finale. Si potranno gustare polpette, panini, crocchette, supplì, dolci e altro ancora.

Teo spilla la sua ottima Isaac
Teo spilla la sua ottima Isaac

E’ superfluo dire che ci troviamo di fronte a un locale che si affermerà a breve come nuova meta sacra per tutti gli appassionati. La cura estetica, l’incredibile offerta birraria, la cucina ricercata, l’amplissimo ventaglio di possibilità rendono questo Open Baladin romano un ulteriore elemento propulsivo alla scena birraria locale e nazionale. Se non vedete l’ora di passare in via degli Specchi (tra il lungotevere e Campo de’ Fiori) ed entrare in questo luogo speciale, dovrete pazientare solo qualche giorno: mercoledì 23 settembre Open Baladin aprirà ufficialmente i battenti, e allora se ne vedranno delle belle (e berranno delle buone, ovviamente 😉 ).

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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174 Commenti

  1. Mi piacerebbe vederlo in futuro a Milano…

    Comunque 4 euro per una 33cl sono troppi… per una birra alla spina…

    Una 33 deve stare sui 3, 20 max 3,50

  2. @Bilbo
    D’accordo con te, ma ripeto siamo in linea. Considera che qui ci sono ben altri eccessi: ad esempio a via del Governo Vecchio in orario di aperitivo ti vendono una pinta piccola di Guinness a 4,50 euro…

  3. se si pensa che di solito a Roma un teku sta a 5 euro senza possiblità di happy hour, direi che quattro euro in un pub del genere sia un prezzone!

  4. Infatti, bir&fud e machesietevenutiafa un teku 5 euro.

  5. A essere precisi, al Ma che siete anche una pinta da 0,5 costa 5 euro. Così come le speciali da Open costeranno 5 euro (per 33cl). Insomma tutto dipende da che birra si sceglie…

  6. io al macche sono stato due volte e non ho mai visto girare un solo teku (anche se di sicuro sono disponibili), solo bicchieri tradizionali e – Andrea mi verrà in aiuto se sbaglio – mi pare che per 5 euro porti a casa la “media” che è più di .33 cl

    detto questo, mi pare chiaro che all’Open, visto l’investimento molto molto importante, si paghi anche la location ed il servizio oltre che la ovvia competenza che immagino sarà presente dietro al bancone. con questo non giustifico certo tali prezzi, anche alla luce del fatto che i prezzi di acquisto presso i birrifici sono “di favore”, alla fine siamo noi a fare i nostri conti. romani, vedetela così, più locali di quel target aprono, possibilmente di proprietari differenti, più aumenta la concorrenza, più si va verso la normalità

    io per me, più tardi me ne vado in uno sgangherato localino di provincia a provare una delle tedesche che stanno iniziando ad invadere il nord italia a prezzi molto aggressivi. 2.5 euro la 0.33. fate voi

  7. non mi pare elegante questa discussione specie perchè sposta l’attenzione all’apertura di questo pub colossale, però ad onor del vero un teku di reale (per fare un esempio) al macchè sta a 5 euro. Poi è ovvio che ogni gestore applica le politiche di prezzi che preferisce.

  8. bisognerebbe vedere qual’è la distinzione tra normale e speciale. Chi vivrà vedrà e
    Vita lunga e prosperosa all’open baladin.

  9. @SR
    Mi pare che il baloon (e non il teku) sia da 33cl, ma non ci giurerei

  10. sì, forse per alcuni formati c’è il monodose a 5 euri. d’altronde, come già sottolineavi, tutto sta a definire il perimetro delle “birre speciali”

  11. Sono riuscito a liberarmi dal lavoro proprio per non manacare alla prima dell” Open”, avevo visto qualche immagine e letto qualcosa ma appena entrato mi sono reso conto di essere davanti a qualcosa di veramente GRANDE. Grande nel locale, grande nell’organizzazione e grande nella quantità e qualità della birra proposta; questo a dimostrare che la birra artigianale italiana ha fatto tanta strada e assunto una notevole importanza grazie a alcuni personaggi che stanno facendo veramente tanto.
    Secondo me avremo continue belle sorprese birraie!

  12. Comunque locale molto bello, c’è tutto dalle birre all’arredamento che a me piace molto ed è molto intimo , al grande street food con Bonci e De Bellis, che ti permette di passare una serata senza svenarti per mangiare.
    Io curerei particolarmente gli eventi, c’è già un programma nutrito, ma secondo me può essere un elemento determinante per il successo immediato del locale.

  13. Il primo che dice che la mia Venezia è caro m’incavolo!!!!!Ma a Roma siete davvero tutti cosi ricchi che vi permettete di sfoggiare tali prezzi??
    Comunque….son invidioso…un locale simile lo vorrei sotto casa!!!!!

  14. Io c’ero, peccato che essendo andata via presto non ho assaggiato i dolci di Andrea.

    Dopo carico le mie foto sul mio blog, vediamo cosa è venuto fuori.

    (grandissimo Gabriele, il mio mito!)

  15. che fine faranno le bottiglie che stanno sulla scaffalatura?

  16. ….ma soprattutto: sarà aperto anche a pranzo? 😛

    ciao

    Tony

  17. @Teo&Leo
    La CU+? No… ma dai… ma nell’Urbe sanno? 😉

    @Andrea
    Alla faccia dell’apertura in sordina con 5 spine per soli amici. Comunque tu sei uno di quelli che contano! 😉

  18. CU+ brut! 😉

    Sì le spine erano 5, ma i presenti molti, molti di più!

  19. @Fabio
    Il teku di ReAle sta 5 mauri,ma al Bir&Fud. A pompa al Macche il Colonna l’ha sempre data in pinta inglese.
    @Tyrser
    C’era la creme dei bevitori dell’Urbe.. 😉
    @Presidente
    Sicuro che i prezzi non fossero 4 la pinta,5 le speciali e 3.50 il Teku?Mi ricordo di aver letto così..Ma ero ipnotizzato dai dolcetti del De Bellis..

  20. @Lorenzo
    No no, sono sicuro, ho scattato anche una foto per non sbagliarmi 😉 !

  21. Sulla Pinta romanarotfl c’é la tacca?
    Perché vista così se ci sono dentro 30 cl di birra è tanto.

    http://www.cronachedibirra.it/wp-content/DSC03970.jpg

  22. @schigi
    Se non ricordo male, sull’altro lato del bicchiere c’è la tacca. Nelle pinte delle foto c’è molta schiuma, ma dipende dal fatto che sono state spillate velocemente visto l’affollamento al bancone

  23. dai schigi sento da qui che stai rosicchiando la tastierarotfl.
    crunch crunch crunch

  24. @ipa4ever

    Vero, mi sta sul cazzo il progetto degli assobirrini e non mi piace leggere i commenti entusiasti della plebe.

  25. Urca! Plebei, farete una brutta fine…

  26. ma della CU+ è prevista anche la versione brut nature o extra brut?

  27. Bilbo

    Mi piacerebbe vederlo in futuro a Milano…

    Polli
    C’è già, si chiama BQ e ha 23 spine.Quando lo vedrai capirai!!!

  28. @Bilbo

    Polli ha ragione.
    E non vuole neanche salvare il mondo o creare un nuovo concetto di panino (anche se sono buonissimi)

  29. ma il nuovo concetto non era per la crocchetta?

  30. Polli crocchette non ne fa…solo il nome lo spaventa… 😉

  31. Se gli urli “Nuggett!!” scappa a gambe levate.

  32. schigi

    Polli ha ragione.
    E non vuole neanche salvare il mondo o creare un nuovo concetto di panino (anche se sono buonissimi)

    ti amo
    nuova coppia gay

    http://www.mymovies.it/foto/persone/?a=12961&foto=16123 “Schigi ”

    http://www.booksblog.it/post/848/voldemort-il-piu-cattivo-dei-cattivi-nel-fantasy “Polli”

  33. Bellissima coppia!complimenti!!!
    vi dedico questa canzone http://www.youtube.com/watch?v=zLnmAb4U_SM&feature=related
    e la dedico anche alla coppia Schigi/Baladin.

    Quel dolce ricordo sbiadito dal tempo
    Di quando vivevi con me in una stanza
    Non c’erano soldi ma tanta speranza

    E a mano a mano mi perdi e ti perdo
    E quello che è stato ti sembra più assurdo
    Di quando la notte eri sempre più vera
    E non come adesso nei sabato sera….

  34. In riferimento alle nuove coppie gay…c’é di peggio.

    http://i32.tinypic.com/2niwm6o.jpg

  35. Sono molto contento che si respiri amore nell’aria, ma vi prego di finirla qui con queste divagazioni fuori argomento.
    Grazie.

  36. Da te non mi aspettavo questa reprimenda 😉

    Pisendlov

    http://www.cronachedibirra.it/wp-content/dsc03876.jpg

  37. per curiosità la Stim Beer di Birra del Borgo che birra è?

  38. @Giacu
    Ma ci sono pure le pinte al Bir&Fud?

  39. @BienK
    Una birra creata da Leonardo in collaborazione con Ken Fisher della Grateful Deaf Brewery. Ne ho parlato qui: http://www.cronachedibirra.it/eventi/1012/giovedi-serata-reale-extra-al-ma-che-siete/

    @Tyrser
    Novità degli ultimi giorni: i classici Teku sono stati affiancati da flute e pinte americane

  40. grazie, l’avevo pure letto l’antefatto. di che cosa sa? badilate di luppolo?

  41. ah forse ho capito da solo si è cercato di fare un genere tipo Anchor Steam !
    hovintoquaccheccosa ?

  42. @Bienk
    Esattamente, si sono ispirati alle Steam Beer… non ho avuto ancora modo di assaggiarla

  43. @Turco
    Manuele me l’aveva detto, sono contento perchè io ho le mani paciarotte e il Teku pieno faccio fatica a gestirlo 😉
    Le Steam Beer, o California Common, sono birre a bassa fermentate a temperature da alta, quindi dei controsensi viventi, molto americani ;-). Se riesci a cavare qualche info a Leo sono proprio curioso.

  44. effettivamente la steam è l’unica Anchor che mi dice molto poco,tutte le altre mi piacciono parecchio,vabbè speriamo in una genialata

  45. Bonci viene da un altro pianeta,è il meglio, dovrebbe fondare un partito

  46. se funziona , ma ne dubito sono contento per tutto il movimento della Birra Artigianale italiana.

  47. Quali sono i tuoi dubbi, caro pistillone?

  48. i locali cosi grandi costano un botto di gestione, e inoltre molto spesso sono legati alle mode.
    di esempi potrei fartene mille, il primo che mi viene in mente è il transilvania dalle mie parti, aperto con una fanfara faraoinca è poi chiuso dopo qualche anno nell’indiferenza generale.
    spero di sbagliarmi però se guardo la piazza di Roma l’unico grosso locale è il stazione birra, ma li la birra è messa in sordina e si parla solo di concerti.

  49. Pistillone, dalla provenienza dei tuoi mieli deduco che sei di cagliari o su di li.
    Cioè tu mi vuoi paragonare sto postaccio di sfigati http://hellcitysanctuary.forumfree.net/?t=9157924
    con l’open?

  50. Il bancone però spacca…

    http://img210.imageshack.us/img210/8062/hpim28701gc.jpg

    e intravedo qualcosa di gitano, e anche di kitsch.

  51. Si il bancone spacca, ma il barman in alto a destra che fa?si addormenta sulla bottiglia??

  52. e speriamo che all’open la zona “patata” sia migliore!

  53. Di Transilvania ne aprirono uno anche a Roma (a Trastevere), chiuso ormai da parecchio. Quello a Milano vivacchia di rendita e cambia gestione spesso e ha dovuto rinunciare allo stampo goth per serate da vera e propria discoteca, pur di sopravvivere.
    Ma non è un locale di ristorazione, è una discoteca goth-metal che tentò la fortuna in diverse città d’Italia facendo diversi tonfi nonostante di appassionati del genere ce ne siano parecchi e di locali per loro molto pochi.

    Tornando all’Open, credo che lascerò i teku a 4 euro a Trastevere a chi vuole scoprire novità e accompagnare le passeggiate nei luoghi trendy con sorsi di birra trendy.
    Non è locale per chi sa già dove trovare le sue birre preferite, dove andare per scoprirne di nuove e dove trovare un ambiente un filino più familiare.

    Lo percepissco più come un locale per turisti in vena di degustazioni made in Italy e locali typical-chic, managerini rampanti infighettati, donnine cinguettanti che chiedono la Nora con le labbra a cuoricino (non so come ci riescano, ma ce la fanno, fidatevi) col cellulare di Hello Kitty a 30 anni ecc.

  54. Ma magari, cara Zuccherina, il mondo della birra è troppo “orso”!
    Diamogli una sgrezzata e viva le fighettine che chiedono una nora, bastachenonsiatroppoamara, con le labbra a cuoricino!

    Poi come si fa a giudicare un locale da foto viste su internet…solo il buon iddio lo sa…tu hai già indovinato il target, i modi e la funzione. Complimentoni!
    No! al goth-metal Si! alle labbra a cuoricino!

  55. AiPiEi4ever…La zucca si crede amica del Colonna…(credo non ricambiata… ;-p)e così pensa, la poverina, di lusingarlo.
    Semplice e molto triste.

  56. @Andrea
    Scusa l’OT ma non posso non sottolineare questa http://img529.imageshack.us/img529/493/rotationofhpim26729fh.jpg e pensare che “io c’era” 😉

  57. Schigi, ma che c’entra? E al Colonna chi lo conosce, ci ho preso sì e no 2 birre al macche in vita mia, e scambiato piacevoli chiacchiere da pub, mai sul personale o sulla vita privata.
    Si ragiona ormai in termini squadristico politici su tutto.
    Se non sei di destra sei un comunista bolscevico. Se non ti piacciono i locali come l’Open sei un tipo da pub di legno dove si beve in piedi.
    Da quel che ho letto, il Colonna è amico dei gestori e ha collaborato alla messa in piedi del locale e alla scelta delle birre, o sbaglio? Dove si crea il conflitto per forza? Dov’è che se dico che non mi piace un posto spersonalizzante come l’Open, così ad impressione, gli starei facendo un favore? Non seguo. A te piace pagare 4 euro una birra piccola?
    Colonna lo stimo come gestore e trovo il Macche un buon pub dove prendere ottime birre, anche se ci vado rarissimamente perchè sia Roma che soprattutto Trastevere sono piuttosto lontane dalle mie rotte abituali.
    Il mio concetto di “amico” è leggermente più dettagliato e meno superficiale. Vedi inciuci dappertutto tu, impara a leggere le cose che sono scritte senza inventare mille dietrologie fallendo con clamore. Capisco che ricamare invenzioni sulla vita privata delle persone a volte possa essere divertente, ma agli occhi di chi legge è ridicolo, invasivo, morboso.
    Poi libero di inventare parentele, tresche, inciuci. Hai già fallito tentando di supporre chissà quale amicizia personale con il gestore di questo blog solo perché aveva tentato di porre un freno ai tuoi insulti.
    Ma che problemi hai?

  58. Se vogliamo parlare di Open, di altri locali e alla fine anche di birra, per me non ci sono problemi ovviamente. Se dobbiamo uscire dal seminato per parlare di fantomatici rapporti di favore tra appassionati, direi che siamo abbondantemente OT. Ergo, rientriamo in argomento.

  59. si può pensarla come si vuole su Teo, il progetto Open e il grande piano distributivo che ci sta dietro, ma dire che l’Open è un locale “spersonalizzante” e altre amenità lette è ideologicamente una scorrettezza. anche io preferisco “i pisciatoi con la filodiffuzione” (cit.), ma dire che è un locale brutto o freddo nei termini utilizzati significa negare la realtà di un locale curato in ogni aspetto, anche nella scelta dei materiali che non sempre è da “corso Como”, e compresa una precisa scelta di accoglienza che può piacere poco o tanto per i propri standard ma non si può negare esista e abbia una certa attrazione

    sparare così senza esserci nemmeno stati credo sia imbarazzante. quanto inferire e millantare sulla possibile clientela senza sapere nulla del locale e della gestione

    io, che non sono pappa e ciccia con l’azionariato, sono stato invitato e accolto al locale prima della sua apertura con estrema gentilezza e non ho ragione di credere che l’ambiente non sarà accogliente vista l’impronta

    la prossima volta che capito a Roma un salto ce lo faccio di sicuro. che a me interessa la birra e l’offerta mi pare sia chiara. poi per fare lo stanziale ho altre ripari

  60. Poi Zuccherina scrive: “Non è locale per chi sa già dove trovare le sue birre preferite, dove andare per scoprirne di nuove e dove trovare un ambiente un filino più familiare. ”
    Vabbè che non ha senso dirlo senza esserci stati, ma 40 birre alla spina…Io 7-8 di quelle li che ci sono sulla lavagna, nella foto, non le ho mai provate.
    Di bottiglie non lo so, devo vedere la lista.
    Non parliamo per partito preso!

  61. Forse hai ragione AiPiEi, ovviamente dovrei farci un salto… probabilmente ci passerò. Però secondo te sono tanto lontana dal target col mio giudizio? 🙂
    Intendiamoci, io sono favorevole all’apertura di locali simili, hai perfettamente ragione che la birra va sdoganata da certi clichè legati a rutti, divano, partita e pizza a domicilio fredda.
    Intendevo solo che probabilmente non è locale di quelli che frequenterei abitualmente. ^-^

  62. @api4ever

    non sò se hai letto bene, ho semplicemente detto che ho dei dubbi sul fatto che un progetto del genere possa avere un lungo successo per via degli alti costi di gestione.

  63. e allora la prossima volta scrivi

    “probabilmente non è locale di quelli che frequenterei abitualmente”

    piuttosto che

    “Lo percepissco più come un locale per turisti in vena di degustazioni made in Italy e locali typical-chic, managerini rampanti infighettati, donnine cinguettanti che chiedono la Nora con le labbra a cuoricino (non so come ci riescano, ma ce la fanno, fidatevi) col cellulare di Hello Kitty a 30 anni ecc.”

    l’italiano è una splendida lingua che permette infinite sfumature

    se il target che intendi è quest’ultimo cliché di bassa lega, sì secondo me sei lontana, non è uno zoo, è un locale. fra il leoncavallino puzzone e briatore c’è in mezzo il mondo

  64. Vero, SR, l’italiano è una splendida lingua ricca di sfumature. Infatti ho utilizzato “lo percepisco” (ok, mi è scappata una s, refuso) che vuol dare ad intendere “l’idea che posso farmi da qui e in questo modo” non è una sentenza su quel che è.
    Tra l’altro l’italiano è ricco anche di punteggiatura e maiuscole a capo di frase, se è per quello.

  65. ti faccio notare, prima di sottrarmi dalla deriva di disquisizioni semantiche che a breve potrebbero infestare il thread, che la tecnica di iniziare un periodo con la locuzione “secondo me”, “lo percepico” e similare non permette sempre ed in ogni caso di ripararsi dietro al relativismo per dare un tocco di impunità ai successivi contenuti espressi. tantomeno mette al riparo dalle critiche, che mi pare tu abbia peraltro accettato

    è chiaro che il target di clientela sia differente da quello del Macche che non ha una cucina, che ha costi gestionali minori e vive sulla birretta al volo della maggioranza degli avventori (spesso consumata in plastica direttamente in strada, Alemanno permettendo). descrivere però l’Open come la versione birrofila del Hollywood di Corso Como mi sembra ingeneroso per usare un eufemismo. senza esserci nemmeno stati mi sembra stupido

  66. x SR:
    questa contrapposizione col Macche io non la ho fatta, anzi… ho scritto che se dico non “gradisco il bianco” non significa che vivo in una casa nera, vesto di nero, ho solo gatti o cani neri e mi tingo di nero i capelli.
    Di locali ne vedrai anche più di me, se vogliamo discutere di questi, perchè limitarci a soli due stili e vedute?
    Ok, sono entrambi a Trastevere ed entrambi vendono birra, ma insomma…
    Però ti ripeto, la ritengo una cosa positiva per il discorso di sdoganamento birra artigianale verso il pubblico anche se non mi sembra la mia idea di locale nel quale mi troverei a mio agio 2-3 sere a settimana.
    Prendo anche in considerazione il fatto che nuovi microbirrifici stanno nascendo e moltiplicandosi come funghi, alcuni decisamente ottimi e concorrenziali; questi meritano clientela, piazza e di lavorare con abbondanza. ben vengano le 50 spine italiane.
    All’open potrò farci un salto, per non giudicare definitivamente da una (seppur esaustiva) recensione e dalle foto.
    Però un pò mi sento come quando mi hanno trascinato a vedere Transformers e io scalciavo dicendo che non avevo bisogno di vederlo per dire che non mi sarebbe piaciuto.
    Ci sono andata lo stesso. Sento ancora quei 7 euro che gridavano “nooo!”. 😐

  67. ohmamma… sei mica parente di un certo James di Cesena? no, solo per sapere… la contrapposizione col Macche l’ho fatta io perchè era funzionale al discorso della segmentazione della clientela e mi pare tu prediliga il segmento Macchestyle. come me. conosco 3 locali in croce a Roma ed era l’unico che si prestava all’esempio, perché Bir&Fud e 4:20 si muovono su target di clientela più simili all’Open e il grande Mastro Titta è sì più ruspante ma non selvaggio come il Macche ed ha una notevole offerta di birra ma non altrettanto micidiale. ok?

    non hai fatto che ribadire la tua idea in termini più appropriati ancora una volta. nessuno ha contestato la tua idea, ma i termini utilizzati che non hanno senso non essendoci manco stata. anche se, mi rendo conto, che in realtà non ce l’avevi con l’Open, ma con solo le donnine cinguettanti dove probabilmente infili anche la Fox dei Transformer di ques’ultimo post. ce ne fossero di più nei luoghi birrari, altro che balle!

    ps: quando vai all’Open di Roma, prima prova a passare al BQ di Milano (locale con la scelta di birra migliore della città e prezzi concorrenziali, ok Polli?), poi ci vieni a raccontare cosa ne pensi dell’Open al confronto…

  68. diavoli ! ci sono passato davanti 1 mese orsono sull’onda di vacanze toscane, ho fatto foto ai due che si affacciano dalla grata dal piano di sotto 😉 in effetti c’erano ancora fior di lavori !

  69. Direi che concordo decisamente con SR. Io ho avuto difficoltà a comprendere esattamente lo spirito del locale anche dall’inaugurazione, che non è un momento prettamente tranquillo, dal quale tirare un bilancio. Ovviamente si tratta di un posto con una certa attenzione all’estetica, che in teoria potrebbe attirare un target “fighettino”, ma non è detto. Anzi secondo me la clientela sarà molto eterogenea, perché alla fine oltre al bellissimo “guscio”, c’è tanto tanto contenuto. Anche io sono per ambienti più rustici (quando abitavo a Milano mi sentivo a mio agio solo al Lambrate), ma penso che mi troverò benissimo anche in un contesto più raffinato (se questo è l’aggettivo giusto) come quello dell’Open. Ma alla fine queste sono solo congetture, perché è ancora presto per farsene un’idea realistica.

  70. L’Open di Roma ricalca sostanzialmente (estetica) quello piemontese, ebbene, da quel che ho visto io, qui a S. Vittoria (Cn) ci sono i fighettini, i non fighettini, i giovanissimi ed i brizzolati, non so a Roma come sarà, ma qui è tutto un variume. [in senso positivo].

  71. @loris

    una curiosità l’open di s vittoria ha una buona affluenza media ?.

  72. Un dubbio:Le 1000 e passa bottiglie che fanno da scenografia dietro il bancone, al caldo e alla luce, che fine faranno?
    (uè, saranno sui diecimila euri di roba…)
    Perché tutti si preoccupano dei 40 fusti, ma anche quelle poverine , lì sotto il faretto…

  73. @pistillone
    Io ci sono stato solitamente nei fine sttimana (ve. sab. dom) ed è sempre pieno, negli altri giorni non saprei.
    @ schigi
    E se fossero vuote? Magari ora non lo saranno, ma ricordo che al Baladin di Piozzo, un tempo, se non ricordo male. in esposizione, c’erano bottiglie regolarmente tappate ma vuote…

  74. @Pistillone

    Ma st’open quant’è grande?

  75. Io penso che sarà il tempo a valutare l’ effettiva portata del locale. Roma non è una semplice città di provincia, l’ afflusso potrebbe essere enorme sia per il bacino di abitanti che per il flusso turistico.Secondo me Open a Roma potrebbe essere una sorta di ferrari come carrozzeria, dove però bisognerà valutare la potenza dei cavalli nel motore e la sua cosidetta messa a punto.Se le birre (motore) saranno a posto, sia in bottiglia che alla spina ed il personale (meccanici e piloti) sapranno distinguersi in competenza, andrà tutto benissimo, ne sono certo. Ovviamente mancando uno di questi elementi tutto questo sarebbe inutile, ma mi riesce difficile credere che gente che investe tanti soldi, non abbia calcolato tutto nei minimi termini. Un pò di pazienza e vedremo come staranno le cose.

  76. A meno che spunti fuori il Briatore di turno…

  77. Dio vede e provvede..

  78. @Schigi
    Penso siano piene solo le bottiglie delle prime due file in basso..Le altre sono pura scenografia.

  79. Mi ha chiamato Teo. ;-)))
    Confermo bottiglie vuote e comunque luci fredde…non si riesce a fregarli questi qui…

  80. Tipo Precog:tu pensi,loro già sanno..

  81. x SR
    Ci andrò al BQ, grazie del suggerimento! 😀

  82. Bottiglie vuote. Quella vecchia volpe di Loris aveva ragione. Parlo in 3^ persona, ho imparato da Papi

  83. allora, mentre voi parlate di fuffa!!! 😉 io nella mia trasferta, velocissima, romana sono andato all’open.
    La sala centrale non è enorme come detto, ma molto carina e conviviale.
    Passando alle cose serie:
    Dui e mes di Pausa caffè: oh finalmente qualcosa di leggero e fresco!!
    Quarta Runa di montegioco: Sempre una conferma, con una bella acidità!
    Stim bir di Birra del Borgo: Davvero interessante, unione di tostature e freschezza luppolina senza essere troppo aggressiva.
    Mama Kriek: Molto giovane, mi è sembrata più morbida rispetto agli altri anni.Evoluzione in corso.

    Cibo:
    Pappato un hamburgherino Open, porzione buona e bella abbondante a 7 euri.
    Dolcino alla vaniglia altri 7 euri e di ottima fattura.

    Le birre speciali, come si diceva su, a prezzo maggiorato sono una 10ina su 40.
    Sono quelle più luppolate o versioni stagionali/speciali.

    Buona giornata, messeri.

  84. ahahhaha comunque vedo che la CU+ è in linea con il locale precendete!!!
    http://roma.azgay.it/node/1263
    “Aperitivo domenicale in pieno centro di Roma, continua la tradizione del Modo. Quest’anno il Crudo per l’appuntamento gay della domenica sera dalle 19.30 in poi propone la sua filosofia, fatta di tre parole: bere, mangiare, parlare. Locale essenziale ma sofisticato. E’ già partito con il piede giusto.”

  85. Ieri sera sono stato all’Open, locale bellissimo con tanta qualità e scelta di birre. Tra le birre che ho bevuto mi è piaciuta moltissimo la Open e la Bir Ipa non ricordo di quale birrificio. Sul mangiare ho qualche appunto: il menù è un po’ troppo risicato e le polpette che abbiamo preso erano (entrambe le porzioni) poco cotte all’interno e la mia ragazza questa notte si è anche sentita male probabilmente proprio per questo motivo. Patate arrosto eccellenti ma un po’ risicate in quantità :). Dolci molto buoni ma forse eccessivamente cari (7 euro)…in definitiva come anche da bir&fud la cosa migliore a mio parere è degustare un bel po’ di birre e magari spizzicare qualcosa

  86. ah dimenticavo… mi ha colpito il fatto che nonostante fosse il 2° giorno di vita per un locale attesissimo e fosse anche giovedì (serata di uscita in piena regola anche se non ai livelli di affluenze da venerdì-sabato) il locale non era strapieno come mi aspettavo…è vero anche che è molto grande ma non so perchè io mi ero anche chiesto prima di andare se avrei trovato posto a sedere…

  87. Scusa hekto però queste critiche non le capisco. Non potevate dire ai camerieri che le polpette erano poco cotte e farvi portare un altro piatto?

  88. Aip la tua osservazione è giusta, io francamente digerisco anche i sassi e difficilmente ho problemi di questo tipo e quindi non mi sono posto il problema più di tanto…devo dire che rileggendo i miei interventi mi sono forse troppo concentrato sugli aspetti negativi dando per scontato che l’OPEN sia da considerare in fatto di birra uno dei locali con la migliore scelta e qualità di roma e chissà magari anche d’italia 🙂 mi auguro solo che il menù dei piatti venga un po’ rafforzato, che so, magari anche con qualche specialità cucinata con la birra o menù del giorno etc

  89. E basta con ‘sta cucina con la birra… 🙂

  90. quoto Patatino. nel 99.99999% dei casi si tratta di fuffa-marketing in cui l’apporto della birra nel piatto è inutile se non impercettibile. sfido il cliente medio (e pure quello avanzato) dal riconoscere alla cieca il risotto sfumato con un vino bianco (senz’alcool ovviamente) o una tripel belga. ci sarebbe da lavorare sugli abbinamenti e qualcuno ancora si vorrebbe alambiccare su un’intera carta di piatti alla birra

  91. @SR
    Non vado matto per la birra nel piatto, ma se non riesci a riconoscere la presenza della birra ad esempio in un piatto classico del Baladin e cioé lo stinco alla birra, ti puoi sparare (scherzo ovviamente), ciò non significa che che lo stinco sia affogato nella Super. Ma ci sono moltissimi altri piatti, tutti riconoscibilissimi, che poi possa non pacere é un’altro discorso.

  92. avevo indicato lo sfumare il risotto non a caso… ovvio che se mi fai una carbonnade la birra la senti. ma parlando ovviamente in generale (mai mangiato da Baladin) se ne usi uno sputo per fare un fondo ad un piatto, che senso ha chiamarla cucina alla birra? se ci metti uno zic di zenzero inventi la “cucina allo zenzero”? altre volte, quando è percepibile, sarà poi sempre una trovata così geniale il volerci mettere dentro la birra per forza in ogni piatto per poter parlare di ristorante con cucina alla birra? io non credo e qualche piatto poco interessante nell’uno o nell’altro senso l’ho trovato in giro. per un paese erudito in fatto di cucina come dovrebbe essere il nostro credo sia più interessante studiare l’abbinamento di piatti più o meno tradizionali con la birra piuttosto che inseguire le mode e gli specchietti per le allodole. poi se uno di questi piatti è alla birra ben venga. a me all’Open piacerebbe di più essere guidato nell’abbinamento fra un buon piatto della tradizione romana (se vuoi rivisitata) ed una una birra piuttosto che vedermi un menu dall’antipasto al dolce dove fa sempre capolino la birra, magari a sproposito o solo di parata. poi son gusti, se vuoi

  93. E si, son gustii

  94. Ieri sera sono stato all’open.
    Birre bevute filo di arianna (pasturana) buona, Re Hop (toccalmatto) un pò strana ed un ottima harvest ale della sierra nevada.
    Assaggiato un sorso di tosta (pausacaffè) ma non mi ha detto molto.
    Confermo i prezzi e la fauna…molto ma molto interessante.
    Molte mini-gonne a cuoricino.

    “I’m feeling’ Supersonic, give me gin and tonic”

  95. Salve a tutti. Qualcuno che è stato in questo locale che si prospetta meraviglioso mi potrebbe dare qualche ragguaglio sull’ambiente, vale a dire se c’è difficoltà a trovare posto, anche se si è un gruppo numeroso? Inoltre, esiste la possibilità di effettuare una degustazione delle varie birre?

  96. Ciao Giorgia, per quanto riguarda il posto c’è spazio a volontà, ma non ti aspettare tavolate per grandi gruppi di persone. Quasi tutti i tavoli sono forniti solo di sgabelli, al massimo 6, proprio perché la filosofia è di vivere il locale in modo “errante” piuttosto che stando seduti come nei classici pub. Comunque come ti dicevo lo spazio è tanto, e tra i tavoli/banchi della sala principale e i divani e le poltrone delle sale gitane, non dovreste avere problemi. Che io sappia la degustazione delle varie birre (tipo 5 assaggi a tot prezzo) ancora non è disponibile, ma stanno pensando di adottarla a breve

  97. Ci sono stato ieri sera,come arredamento non mi ha fatto impazzire.Me lo aspettavo più grande, avrà circa una cinquantina di posti nella prima sala, 15 circa nella sala dei birrifici ospiti e nelle 2 salette gitane, che fanno ribrezzo, ci saranno 10 posti a testa.Per non parlare del cibo che costa tanto è non è il massimo.

  98. @ seppimarco
    Cosa hai mangiato e perché non era il massimo?

  99. Però, tutto di può dire meno che costi tanto…

    [71] Stefano Bonilli
    Una serie di birre che mi consigliava uno dei ragazzi al banco e di cui ho perso memoria dei nomi ma non il ricordo, tutte fresche e nuove.
    Poi un panino ripieno di polpette e pomodoro, buono, un piatto di polpette stufate e patate, strabuono, la mia compagna un doppio hamburger e polpette fritte, eccellenti.
    Due dessert dolci salati.
    Conto 37 euro in due :-))

  100. Il panino con la polpetta costa 8 euro e l’hamburger anche, a me sembra tanto

  101. Sbagliato. L’hamburger costa 6 euro, è il doppio hamburger a costare 8

  102. Mi ricorda mac donald’s, come fai a dire c’è spazio a volontà con 80-90 posti?

  103. @ seppimarco
    Magari anche l’hamburger ti ricorda il Mac D? Perché se é così, allora… te lo dico dopo.

  104. @SeppiMarco
    Eddai che sono curioso di sapere cosa hai mangiato e perché non andava bene!

  105. @seppimarco
    90 posti è uno spazio angusto eh? Dici che quando Giorgia parlava di “gruppo numeroso” intendeva 100-120 persone? Non avevo capito… allora sì, non c’è posto

  106. giungono notizie di un caso di iperinflazione stile sudamericano a roma: pare che il famoso doppio hamburgher (e immagino a scalare gli altri piatti) sia schizzato di 2 euro. si attendono conferme o smentite dai luogotenenti in loco

  107. qualcuno ha visto i prezzi delle”chicche”in bottiglia?..per caso avete chiesto una barley wine?….non ci siamo proprio…io continuo a preferire il vecchio pub visto che, fortunatamente,di posti carini e con buone birre si trovano un pò in tutti i quartieri…

  108. qualcuno a visto i prezzi delle “chicce in bottiglia”…?……:)
    auguri….

  109. @Alessio

    no, puoi riferirceli tu?

  110. ….7 euro la brooklyn lager da cl.33…puo’ bastare? (ho fotografato il menu’)
    cheers

  111. Il doppio hamburger sta a 10 €.
    Decisamente troppi.

  112. E il conto di Bonilli (ma potrei sbagliare, non ho tutto a memoria) mi pare più basso di quanto ho visto.

    – Una serie di birre (usa il plurale quindi ALMENO due): 2×4€
    – Panino ripieno polette 7€
    – Polpette stufate 7€
    – Doppio hamburger 10€
    – Polpette fritte 7€
    – 2 dolci 10 € almeno

    Anche stando bassi con le birre e i dolci (che toccano anche i 7 € se non ricordo male), siamo già ampiamente fuori.

  113. @Superciccio
    i prezzi mi sembrano quelli reali, a parte le birre… stanno tutte a 4 euro tranne alcune speciali, che arrivano a 5 (parlo delle spine ovviamente)

  114. @ Superciccio:
    l’hamburger “normale” in un pub quanto lo paghi? Spero 2 euro.

  115. A 4€ si trova senza difficoltà, specie se, come quello dellOpen, privo di qualsiasi accompagnamento.

    E ci tengo a sottolineare che sono hamburger normalissimi (tanto che il menù non sottolinea l’impiego di carni particolari), pane normalissimo, salse normalissime.

    Se per te 10 € sono giusti, buon Open.

  116. @ Superciccio:
    non so risponderti perché non l’ho nè visto nè provato. Un mio amico che li ha provati qualche giorno fa me ne ha parlato bene quando ho chiesto info sorpreso come te dal costo, ma con “Un mio amico dice che…” non andiamo da nessuna parte.
    Io nei pub li trovo a 5€ in media (a volte anche di più), quindi se lì per lì ero rimasto sorpreso poi ho fatto 2+2 (o meglio, 5+5) e la sorpresa è passata.

  117. Sugli hamburger paghi la firma di chi li fa e la “mented’opera” su chi decide quei nomi. hai presente la storia delle fatatine?
    Un hamburger del Bonci non sarà mai come l’hamburger del pub normale, tralasciando il fatto che Open non è nemmeno un pub normale (anche se chi ti serve la birra probabilmente non è mai andato oltre la tennent’s).

  118. Onestamente, su quasi tutto il menù la firma si avverte. Sugli hamburger no, proprio no.
    Le fatatine…preferisco tacere.

  119. Secondo me l’hamburger standard ha un rapporto qualità/prezzo ottimo, la mano del Bonci si sente eccome, anche solo dal pane impiegato (ovviamente)… se si cerca una buona cena veloce a un prezzo sensato e da accompagnare con birra artigianale, come opzione è eccellente

  120. Mah, che ti devo dire.
    Sarò stato sfortunato io nella mia unica visita.

    Il mio hamburger (doppio) era composto da un pane certamente buono, ma non migliore di quanto si possa reperire in molti pub della capitale, due hamburger troppo cotti (può capitare una distrazione), pomodoro, insalata e due spruzzatine di salse.
    Onesto, ma nulla più.

    Poi ho preso una buona insalata di bufala. Ben fatta, niente da dire.

    Infine, ho assaggiato quella che nel menù chiamano rosetta con coda alla vaccinara.
    La rosetta NON era una rosetta, la cui pezzatura i romani conosceranno senza dubbio, ma una MINI ROSETTA forse appena più grande di una pallina da tennis, ripiena di una ottima coda alla vaccinara (due cucchiai?). Le rosette sono un’altra cosa, come chi fa il fornaio di mestiere non può non sapere. Meglio scrivere sul menù MINI ROSETTA con coda alla vaccinara € 7, così uno poi non resta deluso trovandosi davanti un mignon.

    Insomma, per le birre mi levo il cappello. Per il cibo proprio no: preparazioni assolutamente standard con rapporto Q/P che giudico svantaggioso, e piatti che tendono al gastrofighettismo furbesco e all’autocompiacimento.

    Ora mi taccio perchè altrimenti la faccio troppo lunga e sembra che ce l’ho con qualcuno.

  121. Eh vabbè Superciccio abbiamo gusti diversi sugli hamburger, comunque paragonarlo a quello di un qualsiasi altro pub (pane compreso) a me sembra assurdo. Giusto per la precisione…

  122. Ma l’hamburger non è quello de “La Granda”?

  123. @patata
    Intendi il panino Giotto di Eataly? Non credo c’entri qualcosa…

  124. Si, il giotto, l’hamburger che fanno al baladin di piozzo.

  125. @Colonna:

    Ma cosa ti hanno fatto Teo e leo? Quando eri dentro nel progetto era tutto meraviglioso,adesso che sei fuori fa tutto schifo.Non mi sembra un comportamento corretto nei loro confronti.

  126. Comunque sarei curiosa di sapere effettivamente se usano oppure no quel tipo di carne (La Granda).

  127. Ma nessuno sa dirmi di quale carne son fatti sti hamburger?

  128. Buongiorno a tutti vorrei raccontare la mia seconda uscita all’open brevemente (non so quanto possa interessare ma io la racconto uguale :)…birre triple ipa incrocio tra i due diversi stili che mi è sembrata un po’ “strana” ma credo sia dovuto alla mia non particolare affezione al genere triple, molto buone invece la reale extra e la open…più che altro però vorrei dire che ho notato una maggiore varietà di piatti cucinati tra cui delle alette di pollo alla birra (qualcuno a suo tempo aveva parlato qui della cucina alla birra 😉 dessert al cioccolato in bicchierini, liquori tipo porto o simili e le famigerate “fatatine” a proposito cosa sono esattamente? a me sono sembrate normali patate fritte con delle salse?…in ultimo devo dire che questa volta sono stato in una delle salette di sopra e l’atmosfera (musica compresa) era davvero rilassante e familiare e non avreimai voluto andarmene 🙂

  129. hanno ragione loro , so’ io che non ho capito nulla e faccio la brooklyn a 3,50 e la sierra nevada (dipende dal tipo ) da 3,50 a 4,00 e so’ pure caro…e faccio i sconti…forse se le chiamavo “chicche in bottiglia ” potevo alzare i prezzi??? hahahahaha
    (sempre in grande amicizia) pero’ ottime le birre alla spina e che varieta’ (non scherzo su questo) grandi

  130. @alessio
    ma tu sei di questo posto qui?
    http://www.cronachedibirra.it/luoghi/1069/toh-un-nuovo-beershop-romano-a-san-lorenzo-apre-hic/

    e quindi mi vuoi confrontare i prezzi di un beer shop con quelli di un locale in centro a roma?
    annamo bbene!

  131. non faccio i confronti con me , che chiaramente non faccio testo avendo un beer-shop, ma sicuramente sarai andato in giro , e avrai preso una brooklyn o una sierra o altre cose presenti in carta “open” e se io riesco a venderle a quei prezzi , e gli altri lacali , e parlo di pub in genere , stanno tutti tra 4 e 5 euro, 7 euro e’ caro. vuoi che il loro interesse e’ di lavorare piu spina che altro e quindi rendere meno invitanti le bottiglie , ma non e’ giusto , allora potevano non metterle e basta. O come fa’ qualcuno , metterle da asporto (e quindi piu’ basse ) e all’interno solo spina .

  132. guarda che a fare i confronti sei stato proprio tu!
    “so’ io che non ho capito nulla e faccio la brooklyn a 3,50”
    Certo 7 euro sono tanti, io non la comprerei mai! ma quando sono andato alla saletta inferiore c’erano varie persone con la bottiglia di broolyn lager e forse per loro quello li è un prezzo corretto.
    Ah e secondo me sono più scandalosi i 3,5-4 euro del beershop che i 7 di un megapub in centro.

  133. Produzione annua stimata della Brooklyn Brewery circa 80.000 barrels (se google non mi inganna moltiplicare per 159 per avere l’equivalente in litri) costo europeo della lager da 33 (basta cercare un po’ nei beershop online) tra 1,8 e 2.5 euro. Tecnica di conservazione utilizzata , microfiltrazione e pastorizzazione. (ma non si è nel tempio della birra artigianale, ?? ditemi che non bevevano a canna con la fetta di limone per favore!!)
    Oliver Garrett è una delle persone più squisite che abbia avuto la fortuna di incontrare, onesto, preparato e umile, veramente un GRANDE!
    Mi auguro che nessuno bevesse a “canna”.
    Non è possibile secondo me un confronto diretto tra i prezzi di un negozio ed un locale di mescita, ma guardarsi un po’ intorno non fa mai male.

  134. @Lelio

    Hai deciso tu che la birra artigianale non può essere filtrata e pastorizzata? c’è un disciplinare?
    Chi ha annunciato l’open come “tempio della birra artigianale”?

    E quanti fegatini sta facendo rodere quest’open…

  135. @ Supersonic

    ottima risposta bravo..costruttiva e sopprattutto a tema, hai risposto a una considerazione con due domande, non avrei saputo fare di meglio. Mi occupassi ancora di birra per lavoro uno come te lo pagherei per scrivere sui blog.

  136. @ lelio
    Terza domanda: e perché non ti occupi ancora di birra, per lavoro?

  137. alla terza domanda trovi risposta qui

    “come un palloncino”

    http://www.leliobottero.it/2008_02_01_archive.html

  138. @lelio

    hai detto bene su oliver garret la brooklin come molti prodotti USA sono microfiltrati e pastorizzati.

    non sò che dire ma rimango bastito quando qualcuno grida allo scandalo se baladin và ad assobirra e poi poco dopo esalta la qualità dei “micro” USA

    tu che ne pensi?.

  139. Ognuno è libero di cambiare idea e di raccontare le storie che vuole. Si chiama marketing…

  140. certo che per quello che riguarda la vendita on-line si risparmia un,po’ chiaro , e io nella piccola distribuzione che faccio vendo la brooklyn a 1,88 venghino siori e sioere, anche sulle consegne a casa , sempre 1,88 .a negozio cio’ da paga l’affitto, e tutto il resto..su oliver garret e’ verissimo che e’ un GRANDE abbiamo avuto l’onore e il piacere di ospitarlo anche da noi quando e’ passato a roma,una persona deliziosa umile ma con due oo come pochi al mondo ma .rimane il fatto che open e’ caro sulle bottigie punto
    cheers

  141. @lelio
    Hai ragione, si chiama marketing… poi detto da chi ha portato “l’azienda da 5 clienti a oltre 3000 ed il fatturato da pochi milioni (di lire) ad oltre 2,5 milioni (di euro)”. Quoto,quoto.

  142. @patata
    grazie della citazione e della ricerca che hai fatto su google su di me, ma non ti passa per la testa che forse, potrebbe essere, magari, in ultima analisi, dopo un accurato vaglio dei fatti ecc ecc… che un certo tipo di “marketing” “alla dove tira il vento” e grazie ai soldi e alle idee degli altri (Colonna cit.) sia lontano dal mio modo di vedere il mondo? Poi sai, anche io ho diritto di cambiare idea…

  143. @lelio
    non dubito, per carità, era solo una citazione. poi è vero ognuno ha il diritto di cambiare idee… e aria

  144. comunque complimenti

    ancora una volta siete riusciti a deviare dal problema e dall’argomento principale…se vi pagano chiedete di più che siete bravissimi (chi vuol intendere ha capito subito a chi e cosa mi riferisco).

  145. Nessuno paga nessuno,solo considerazioni lette in giro per internet e sul tuo sito. Fine OT

  146. @Lelio
    Ma non sei al birrificio 1789?

  147. Stop a questa deriva OT
    Grazie

  148. no sono a burro 1889 http://www.1889.it

    ..scusa Andrea, ma quando ci va ci va!!

  149. Io Open lo adoro, ma certo che sentirsi rispondere “mi dispiace, non abbiamo vino” quando si domanda “avete Barley Wine?”…

  150. …ciao a tutti sabato ,durante un raid localesco,ho incrociato per l’ennesima volta il fantastico “localone”..tutto bellissimo era strapieno di gente,ormai una rarità a roma,non c’era un posto neanche a pagare 10 euri una brooklyn,sono sincero io ero già in avanzato stato di decomposizione ma dopo dieci minuti di fila per lo scontrino mi sono trovato il cassiere…una tristezza di uomo regalacelo un sorriso…pazienza vado al bancone e tiè beccate sto mastro birraio sembrava morto niente da fare personale troppo triste …mi prendo la mia birra e osservo attentamente il mobilone dietro il bancone ..cacchio io avevo bevuto ma le birre sullo scaffale erano tutte uguali,3 o 4 birrifici riproposti a targhe alterne…vojo annà via scappa corri vojo il pub zozzo …attraverso il fiume e torno a casa…(trastevere,san.lorenzo)

  151. @alessio
    rispettabili le opinioni, ma sull’unico dato oggettivo (il numero di birrifici rappresentati) ti posso rincuorare: sono sempre tantissimi, non certo 3 o 4

  152. serata di cazzeggio, notte di sogni, di coppe dei campioniiii…no di ratebeer.
    Spulcio un pò i commenti sui posti romani e trovo questo da parte di un certo alex420:
    Old interior bought from a junk-shop. The rest was bought @ IKEA. We ordered food and the appetizers and main courses came together! No knowledge about beer: at the question “do you have any barley wines” the answer was “we don’t have wine”!
    Ehi ma ha scritto anche bibbo la stessa cosa!!!
    http://www.ratebeer.com/user/95249/places/
    leggete anche quella del mastrotitta!! molto divertente trattare così i colleghi!
    Bella alex!

  153. Caro mio marchetto, chiunque tu sia, sappi che io (come tutti) ho le mie opinioni.
    Se tu ne hai di diverse buon per te!
    Open è quello che è, e Mastro è quello che è.
    Secondo me.
    Per te potranno anche essere posti d’eccellenza, dove si respira cultura birraria, che propongono birre straordinarie e in cui la pulizia e la passione sono all’ordine del giorno.
    Ma queste sono le tue opinioni!!
    Magari tu non conosci molto questo mondo, e non hai ancora ben capito come stanno le cose.
    Ma hai le tue opinioni e buon per te!!
    Io comunque sono intitolato (come tutti) ad avere le mie idee ed a diffonderle come mi pare.
    Bella marché!

  154. @Alex
    Ho modificato l’ultima parte del commento: si possono esprimere le proprie idee senza necessariamente ricorrere agli insulti

  155. @Andrea…
    Già che c’eri potevi anche modificare “sono intitolato” 😉
    Bella Alex!

  156. @Alex

    Allora dovresti ringraziarmi!ti do una mano a diffondere le tue, brillanti, idee!!
    Tu sei intitolato come tutti…ma dire di un posto che i cuochi sono skin, fare i conti in tasca all’open a cosa porta? parla delle birre se sono buone o meno, del posto se ti piace o meno forse sono cose più interessanti per uno che va a leggere su ratebeer.
    Poi cadi sulle cose oggettive…all’open con 45 spine non si può dare 2/15 a selezione…

  157. @turco
    Non era un’insulto: dovevi leggere tra le righe 😉

    @marcolino
    Ti ringrazio anticipatamente per veicolare così bene le mie opinioni.
    Ma che ce ne faccio di queste tue marcuccio?!
    Se i miei rating ti fanno emozionare così non li leggere!!
    Comunque hai proprio ragione! La selezione dell’open è oggettivamente d’eccellenza, straordinaria!!! ma come avrò fatto a pensare di dargli 2 su 15?
    Per i conti in tasca al open e i cuochi skin: questi sono proprio due fatti oggettivi.
    Torniamo sempre al discorso che “magari tu non conosci molto questo mondo, e non hai ancora ben capito come stanno le cose.”
    Però se credi che ho bisogno di “trattare così i colleghi” sei solo un povero “illuso”.

    @Turco
    meglio?

    @Schigi
    Comunque tu stai sempre in mezzo ai 00!! =)

  158. @Alex

    Si forse non conosco molto questo mondo e vedendo la presenza di gente come te…mi passa anche la voglia di approfondire!!!!Forte e chiaro!

    Beers!!! =)

  159. Ma il topic non era Open?
    Mi sembri ossessionato da me!! Sarai pieno di photo mie a casa, bho?!
    Potresti anche non celarti dietro al tuo nick se è così =)

  160. Io, per buon gusto e opportunità, non recensirei un locale di un concorrente,specie in negativo.

    Però va dato atto ad Alex che lo fa alla luce del sole, senza usare nick pezzottati e senza fare inutili sceneggiate.

    Detto ciò, a me Open sembra un posto tutto sommato buono, ma che “si guarda troppo allo specchio”.

    Amen.

  161. @Alex

    Ti sbagli non sono per nulla ossessionato da te, valutavo il tuo cattivo gusto.
    Eviterò di leggere i tuoi scritti in futuro, grazie del consiglio.
    Adios, beers =)

  162. @Alex420

    Sei sicuro di aver recensito il locale giusto? no perchè se così fosse mi complimento per l’originalità delle tue affermazioni, frutto di una fervida immaginazione.
    Sicuramente le critiche vanno prese con un attegiamento costruttivo, cercando di migliorare taluni aspetti…ma quando sono immani bugie di qualcuno che ha necessità di gettar fango sula concorrenza per valorizzare la propria attività allora bisogna un attimino fare delle precisazioni.
    1 Le materie prime utilizzate in cucina sono non di alta qualità,ma di eccelsa qualità. Non si tratta mai di prodotti finiti, in quanto tutto viene sempre lavorato dallo staff (a partire dalle cose più banali come il ketchup e la maionese).
    2 Le linee vengono pulite ad ogni cambio fusto (come credo debba essere conisderata normale prassi per un locale che si rispetti) e depurate a rotazione col cloro.
    3 Finora non è mai capitato che su 38 spine ne siano mai mancate più di due, forse tre. E’ tuttalpiù possibile che si siano verificate incongruenze con quanto riportato in menù a causa della difficoltà nell’aggiornamento quotidiano delle carte.
    4 Per quanto riguarda la storia del barley wine, è possibile che un cameriere non sia altamente istruito sul mondo birrario anche considerando la difficoltà nel reperire personale di sala competente in materia sulla piazza.

    Se si sta parlando di gusti personali allora è un discorso a parte. Ma trovo pressochè assurdo e immotivato il tuo tentativo di denigrazione.
    Chapeau.

  163. Ciao a tutti il locale è veramente bello.. spazioso, inoltre e frequentato da gente molto tranquilla e poi al bagno l’acqua per lavarti le mani è calda (Una cavolata però molto gradita!!) le birre sono da paura… magari 4 euro è un pochino tanto per una 33.. 3,50 euro sarebbe il prezzo giusto.. complimenti comunque per la gentilezza dei camerieri sempre disponibili e molto educati anche dopo svariate ore di lavoro..
    Se volete mantenere 4 euro per una 33 cl allora sarebbe bello e “Open” che 3,5 euro andassero ai gestori e 0,50 ai camerieri/e
    Ciao Rik

  164. We are coming to Rome in May. We have a bar and a restaurant in Wisconsin and can not wait to have a beer at your place. We are told it is very unique.

  165. @Alex
    Ciao Alex, if you need more informations, you can find the same article in English here: http://www.beer-chronicles.com/places/29/the-opening-of-open-baladin-in-rome/

  166. So che aprirà un open a Milano sapete in che zona e quando?

  167. Io e i miei amici siamo stati in questo locale sabato 7 agosto (svuotafusti): grande accoglienza, ottime birre e soprattutto tanta qualità. Siamo partiti da Torino per visitare il famoso “Open Roma” e ci siamo subito innamorati….quanti spillatori!!! Consiglio a tutti gli appassionati di fare un salto….noi torneremo di sicuro!!!

  168. Ma dai ma come si fa ad attaccare questo locale? Alex, il tuo 4:20 è una figata, ma 2/10 all’Open sulla selezione delle birre NUN SE PO’ SENTI e pure il resto me sa tanto de cazzata e la cucina dell’Open è buona quanto quella del 4:20 anche se meno sofisticata e più “terra terra”. Hai quasi perso un cliente, sappilo.
    Quasi.

    ps. Giustiziere, io so che a Milano aprirà un nuovo BQ, ma per il momento non so nulla di nuovo, appena apre fateme sapè che organizzo un viaggio!

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