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Aggiornamenti da Whatabeer: ecco le birre migliori degli ultimi contest

L’ultimo aggiornamento relativo a Whatabeer risale a più di un mese fa, quando avevamo commentato qui su Cronache di Birra i risultati degli ultimi contest chiusi. In queste settimane l’attività sull’app è continuata in maniera febbrile: si sono avvicendati altri interessanti “tornei” e il numero degli utenti è aumentato considerevolmente – anche grazie al lancio della versione per iPhone. Attualmente i numeri parlano di quasi 200.000 voti espressi sulla nostra piattaforma e circa 1.200 utenti attivi. L’aspetto rimarchevole è che i risultati di ogni contest, oltre a essere interessanti di per sé, rivelano alcune tendenze più o meno emergenti nel settore e invitano a diverse riflessioni. Nel pezzo di oggi allora ricapitoliamo tutti gli aggiornamenti di Whatabeer dell’ultimo mese, con il podio finale di ogni torneo e qualche considerazione a margine. Ricordate che potete saperne di più consultando il sito dell’app ma soprattutto scaricandola e cominciando a utilizzarla: ecco i link per Android e per iPhone.

UK – Traditions and Modernity

  1. Hoppiness – Moor
  2. Pale Ale Mosaic – The Kernel
  3. Nor’Hop – Moor

A inizio ottobre si è concluso questo interessante contest completamente dedicato alla scena brassicola anglosassone, che ha messo di fronte birrifici tradizionali ed esponenti della new wave. Il Regno Unito rappresenta infatti una realtà unica al mondo, perché nel suo mercato craft convivono sia i rappresentati di un modo classico di intendere la birra, sia esperienze di impostazione decisamente moderna (come quelle del Beer Mile londinese). L’obiettivo di questo contest era di verificare quale tra le due interpretazioni avrebbe prevalso e possiamo affermare che ha vinto l’impostazione più classica, seppur rappresentata da produttori relativamente giovani: Moor (sito web) ha piazzato la sua Hoppiness al primo posto e altre tre birre nelle prime sette posizioni; The Kernel (sito web) ha conquistato la medaglia d’argento con la sua Pale Ale Mosaic, ma ha anche occupato le piazze 5 e 6 con altrettante birre. Quindi tra la tradizione spinta e la new wave più estrema ha trionfato una posizione intermedia: birrifici nati in tempi relativamente recenti, ma che strizzano l’occhio al vecchio modo di intendere la bevanda. Esattamente ciò che speravamo di ottenere con Whatabeer.

15 anni di Elfo Pub

  1. Cuvée de Zrisa – Ca’ del Brado
  2. Cuvée de Pesga – Ca’ del Brado
  3.  Oude Geuze Black Label – Boon

In occasione del quindicesimo anniversario dell’Elfo Pub abbiamo lanciato questo contest incentrato su una selezione di birre a cura dello stesso locale: sono state inserite birre che il publican Natale Acri solitamente tratta o che apprezza personalmente. Ne è venuto fuori un elenco davvero interessante, con produzioni provenienti dall’Italia e dal resto del mondo. A dominare il podio è stata la cantina brassicola Ca’ del Brado (sito web), che ha piazzato le sue Cuvée de Zrisa e Cuvée de Pesga nelle prime due posizioni della classifica finale, seguite al terzo posto dalla Oude Geuze Black Label di Boon. Nel complesso si è potuta apprezzare una decisa predilezione per le creazioni acide (ben 7 nelle prime 10 posizioni). Da notare che Ca’ del Brado guida anche la classifica generale dei birrifici di Whatabeer.

Black is the new black

  1. Spaghetti Western – Brewfist
  2. Solitude, silence and darkness – Brasseria della Fonte
  3. Imperial Ghisa – Lambrate

Stiamo vivendo una fase in cui le birre scure, dopo essere state trascurate per diversi anni, stanno riacquistando l’attenzione di appassionati e osservatori del settore. Perché allora non dedicare loro un contest specifico? Black is the new black ha messo di fronte tipologie scure assai diverse tra loro (Stout, Porter, Schwarz, Imperial Stout, Black IPA, ecc.) e si è chiuso con un podio tutto italiano: oro per la Spaghetti Western di Brewfist, argento per la Solitude, silence and darkness di Brasseria della Fonte, bronzo per l’Imperial Ghisa di Lambrate. Il resto della classifica è occupata da prodotti di primissimo piano provenienti da birrifici come Hammer, Elvo, Birrificio Italiano, Foglie d’Erba ed Extraomnes. Da sottolineare che al contest non partecipavano solo produzioni italiane, ma per trovare la prima birra straniera occorre scendere in quattordicesima posizione, occupata dalla OO di Pohjala. E meno male che siamo esterofili…

Giornata Nazionale dell’Homebrewing

  1. Raw – Moor
  2. Best Bitter – St. Peter’s
  3. Jale – Brewfist

Domenica 27 ottobre si è tenuta la Giornata Nazionale dell’Homebrewing promossa da MoBI e per l’occasione l’associazione ha voluto spingere l’iniziativa con un contest specifico su Whatabeer. L’evento prevede che tutti gli homebrewer d’Italia si confrontino nello stesso giorno con una ricetta condivisa, che quest’anno prevedeva la creazione di una Ordinary Bitter. Perché allora non mettere di fronte le migliori Bitter italiane e britanniche presenti sul mercato? I risultati finali hanno visto trionfare la Raw di Moor, seguita dalla storica Best Bitter di St. Peter’s. Terza posizione per la Jale di Brewfist, che ha preceduto altre quattro birre italiane: English Pale Ale di Brasseria della Fonte, Barry’s Bitter e Wot Hop di Hilltop e Miloud di Lariano. È stato un contest molto divertente, che, grazie alla nostra app, ha permesso di dare visibilità in maniera originale a un’iniziativa di homebrewing.

OktoBeerFest

  1. Schlenkerla Marzen – Heller-Trum
  2. Marzen – Elvo
  3. Monaco – Mastino

Anche il contest ispirato all’Oktoberfest è stato incentrato su un singolo stile: quello delle Marzen, le birre che originariamente erano consumate nelle feste di ottobre, compresa quella celebre di Monaco di Baviera. Col tempo la tipologia disponibile in questi appuntamenti si è imbarbarita notevolmente, quindi con Whatabeer abbiamo voluto ridare dignità a uno stile fondamentale per le evoluzioni della nostra bevanda. Abbiamo messo di fronte Marzen più o meno tradizionali provenienti da birrifici italiani e stranieri e alla fine a conquistare il primo posto è stata la Schlenkerla Marzen, cioè la birra affumicata più diffusa tra quelle prodotte dal birrificio Heller-Trum di Bamberga. Il resto del podio è stato raggiunto da due straordinari prodotti italiani: la Marzen di Elvo, arrivata seconda, e la Monaco di Birra Mastino, terza.

Halloween 2019

  1. Corne du Diable – Dieu du Ciel!
  2. Fire Witch – The Wall
  3. Witch’s Wit – The Lost Abbey

L’ultimo contest a concludersi è stato quello dedicato immancabilmente a Halloween. Per l’occasione avevamo selezionato non solo Pumpkin Ale italiane e straniere (cioè birre realizzate con l’aggiunta di zucca) ma anche creazioni legate al tema dell’horror. A sbaragliare la concorrenza è stata la Corne du Diable del birrificio canadese Dieu du Ciel!, un’American IPA con una componente maltata piuttosto definita. È un’American IPA anche la medaglia d’argento, che è stata assegnata alla Fire Witch del lombardo The Wall. Dobbiamo invece tornare nel continente americano per conoscere la medaglia di bronzo, ottenuta dalla Witch’s Wit del californiano The Lost Abbey. Della prima e della terza birra avevamo parlato qui su Cronache di Birra in occasione di Halloween. Fuori dal podio le Pumpkin Ale: la prima si trova in quarta posizione ed è la Fuori di Zucca di Argo.

Insomma, in un mese sono diversi i contest che si sono avvicendati su Whatabeer. Due sono quelli attualmente aperti: il primo, decisamente coinvolgente, è dedicato alle Italian Grape Ale prodotte nel nostro paese, con una sessantina di referenze in sfida; il secondo è invece incentrato sulle birre “strane”, prodotte cioè con ingredienti insolite o tecniche inusuali. Poi chiaramente altri contest saranno lanciati nei prossimi giorni: preparatevi ad esempio a una mega sfida tra birre di Natale. A presto con altri aggiornamenti.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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