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Nuove birre da Ritual Lab, Hammer, Lucky Brews, The Wall, Hibu e altri

La febbre per le Juicy o comunque per le birre da profumi e aromi esotici – provenienti quasi sempre dalle varietà di luppolo impiegato – ha dato nuovo vigore alla grande famiglia delle IPA, che risultano protagoniste assolute anche di questa estate 2017. La conferma arriva da due tra i giovani birrifici italiani più in voga al momento: Ritual Lab di Roma e Hammer di Villa d’Adda (BG). L’ultima novità del produttore capitolino si chiama Too Nerdy e può essere considerata un “upgrade” della Nerd Choice, Session IPA capace di conquistare in poche settimana gli appassionati di tutta Italia. Chiaramente la Too Nerdy perde la caratteristica “session” per approdare nel campo delle Double IPA: aumenta quindi il tenore alcolico, che raggiunge l’8%, così come la quantità di luppolo utilizzata e il corpo della birra. È uno stile che non sempre si associa all’estate, ma se ben realizzato risulta facilmente bevibile (e quindi pericoloso) nonostante la gradazione elevata.

La creazione inedita di Hammer si chiama American IPA (7%) e per il momento rientra nella linea denominata Workpiece, che rappresenta una sorta di “limbo” prima del passaggio nella gamma ufficiale del birrificio. Secondo il birraio Marco Valeriani nasce come libera interpretazione di una West Coast IPA, poiché presenta una differenza notevole nel lievito impiegato: non una varietà neutra come da copione, bensì lievito Vermont tipico delle nuove produzioni del New England. Alla base della ricetta c’è dunque la solita grande ricerca di Marco, che ritroviamo anche nell’uso dei luppoli: è stato infatti utilizzato, insieme a Simcoe e Citra, del Mosaic in formato BBC, cioè come pellet processato a -35° grazie a una tecnologia innovativa messa a punto da Barth Haas. Il prodotto unisce i vantaggi di altri due: le proprietà del pellet si abbinano infatti all’intensità aromatica della luppolina in polvere. Per scoprirne gli effetti non rimane che provare questa American IPA.

L’estate ha portato tantissime novità in casa Lucky Brews, che possono essere riassunte con tre nuove birre. La Shindy (4%) è una Summer Ale (sinonimo di Golden Ale) facile da bere, con un ventaglio aromatico dominato da note fruttate e floreali. È ovviamente una classica “ammazza sete”, ma lontana dalle mode (e talvolta dagli eccessi) del momento. La Brando (6,5%) si ispira invece alle American IPA e regala all’olfatto e al palato sfumature fruttate e resinose, prima di concludersi con un amaro deciso e prolungato. La Casanova (6,7%), infine, vuole proporsi come classico intramontabile: è una Belgian Ale di colore rosso subino, dolce e maltata in ingresso e fruttata nell’aroma. Le tre novità dovrebbero essere disponibili proprio in questi giorni.

Se in una panoramica del gente state cominciando a sentire la mancanza di una collaboration brew, non vi preoccupate: in vostro aiuto arriva The Wall con due produzioni inedite, una delle quali create insieme a un altro birrificio. Mi riferisco alla Mokumba (5,7%), nata grazie alla partenership con i catalani di Cerveses Almogàver e che è definita una Belgian Coffee Blond. Espressione curiosa, ma non così eccentrica come potrebbe sembrare: la base infatti è quella di una classica Blond, alla quale sono stati aggiunti in maturazione a freddo vanigliachicchi di caffè monorigine Etiopia e Kenya. Non è la prima volta che incrociamo una birra chiara con caffè e sappiamo che il risultato può essere molto intrigante. La seconda novità di The Wall si chiama invece Roxanne (4,4%) e rientra nelle produzioni alla frutta tanto di moda in questo periodo. La ricetta di partenza è quella di una Blanche belga, ma in aggiunta prevede l’impiego di fragole e lamponi durante la fase di fermentazione. Birra esplosiva, fresca e dissetante, con una nota acidula proveniente più dal frumento che dalla frutta.

Gioca sull’acidità anche l’ultima creazione del brianzolo Hibu, battezzata Beerliner e ispirata ovviamente alle tradizionali birre di frumento dell’attuale capitale tedesca. Come ogni Berliner Weisse che si rispetti, anche la Beerliner è prodotta con aggiunta di Lattobacilli oltre al classico lievito ad alta fermentazione, ma in questo caso il birraio Raimondo Cetani ha voluto seguire la tendenza che sta investendo questo stile in tempi recenti: un’aromatizzazione con frutta, che in qualche modo “anticipa” il classico servizio con sciroppi di asperula o lampone. Ed è proprio nei confronti di quest’ultimo frutto che si è orientata la scelta di Raimondo, che ha dunque puntato a bilanciare la spiccata acidità con purea di lamponi. Questi elementi, oltre al leggero tenore alcolico (3,5%), fanno della Beerliner una perfetta creazione per l’estate, tanto da rientrare nelle stagionali di Hibu (linea Fugaci).

Talvolta l’estate è anche il momento per il lancio di interi nuovi progetti produttivi, come capitato quest’anno per Birra Camerini. Al motto di “Less is best!”, il birrificio della provincia di Padova ha annunciato quattro nuove creazioni in edizione limitata, pensate proprio per questi mesi del 2017. La God save the bitter è una Bitter decisamente in stile (il tenore alcolico raggiunge appena il 3,8%) con note di caramello, biscotto e frutta e un finale secco e leggermente amaro. La Berling calling (3,6%) è invece una Berliner Weisse “liscia”, quindi senza aromatizzazioni aggiuntive rispetto alla ricetta tradizionale. La Black Betty (3,9%) è invece definita una Session Black IPA, nella quale sentori intensi di agrumi e frutta tropicale si fondono con un gusto tostato e fruttato e un finale secco e amaro. Infine la Beetle Juice (3,9%) è una Session NEIPA, torbida alla vista, delicatamente amara nel finale e soprattutto intensa con toni di frutta tropicale, agrumi, licti e melone. Interessante notare che tutte le birre sono sotto il 4% di contenuto alcolico, una scelta per certi versi anche coraggiosa.

E ovviamente non potevano non concludere con un’IPA, nello specifico quella del birrificio novarese Hordeum. La Surfing IPA (6%) si ispira alle American IPA già citate più volte in questo articolo, ma presenta qualche variazione sul tema nel nome del legame col territorio. Legame che si realizza grazie ai cereali impiegati, in particolare il riso Apollo, che chiaramente non rientra tradizionalmente nella base fermentabile dello stile, ma che Hordeum ha voluto usare perché situato nella zona italiana delle risaie per antonomasia – intendo quella della provincia di Vercelli e Novara, prima che qualcuno si risenta 🙂 . La birra si distingue per una schiuma abbondante, amaro deciso ma bilanciato e aromi agrumati ed esotici.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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2 Commenti

  1. ma non c’è già la black ipa di beavertown che si chiama black betty?

    • Andrea Turco

      Gli omonimi purtroppo sono all’ordine del giorno in questo mondo. Capitano in italiano, figuriamoci in inglese.

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