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Nuove birre da Vento Forte, Jungle Juice, Olmaia, Mister B, Croce di Malto e Malatesta

Nel ricchissimo panorama birrario internazionale c’è uno stile che incorpora quasi sempre il concetto di collaboration brew: quello rappresentato dalle Italian Grape Ale. Per un birraio, infatti, aggiungere tra gli ingredienti il mosto di uva (o semplicemente il frutto) significa creare un legame importante con il proprio fornitore, cioè la cantina vinicola di riferimento. È un legame che solitamente trascende il normale rapporto di compravendita per trasformarsi in una forte simbiosi, che può arrivare a esprimersi fino alla formulazione della ricetta finale. Un elemento che ritroviamo anche nella Mira (5%), neonata IGA di Vento Forte (sito web) nata dalla collaborazione con la Cantina Ribelà di Monte Porzio Catone (RM), dalla quale provengono le vinacce di Malviasia e Trebbiano che caratterizzano la birra. È dunque una versione meno diffusa di IGA, perché non utilizza mosto di vino ma il frutto in quanto tale (o meglio, una parte di esso). La Mira dovrebbe essere disponibile sia in bottiglia che in fusto.

Restiamo in zona per segnalare due novità a firma Jungle Juice (sito web), produttore capitolino sempre molto attivo. La prima si chiama Renato (4,8%) ed è una Sour Ale brassata con l’aggiunta di frutto della passione, zenzero e cannella. Fresca e dissetante, è un buona anteprima per le giornate calde ormai all’orizzonte. La seconda novità è invece la Mexia (8,3%), una Double IPA creata in collaborazione con il locale romano Twenty. Una birra forte, in cui prevalgono le note resinose del luppolo ma che, nonostante la sua intensità, si mantiene molto facile da bere. Per Jungle Juice e Twenty è la seconda collaborazione del genere: la prima uscì un anno fa, più o meno in questi giorni. Sapete dirmi di quale birra sto parlando? Un aiutino: il nome non era poi tanto diverso…

Spostiamoci a Montepulciano (SI) per introdurre l’ultima creazione di Moreno Ercolani, birraio de L’Olmaia (sito web): il produttore toscano è da sempre molto oculato nel lanciare nuove birre, perciò quando accade è un mezzo evento. Questa volta il pretesto è rappresentato da San Patrizio, ricorrenza che cadrà a breve (domenica 17 marzo) e che non raramente i birrifici sfruttano per presentare qualche loro novità “scura”. Il discorso vale anche per l’Olmaia, sebbene la Black Train (6%) non appartenga allo stile delle Stout o delle Porter, ma a quello delle Black IPA. È dunque una piccola bomba luppolata che si potrà assaggiare in anteprima sabato 16 marzo presso la Tap Room del birrificio durante una festa a tema scandita dalla musica dal vivo di Bob Marley – chiaramente a esibirsi sarà una cover band 🙂 .

A proposito di bombe luppolate, non possiamo non citare la nuova Bubba (8%) di Mister B (sito web). È definita una “Double NEIPA DDH”, descrizione che ai non addetti ai lavori potrebbe sembrare quantomeno criptica, quindi cerchiamo di decifrarla. Innanzitutto lo stile di riferimento è quello delle New England IPA (NEIPA), che qui però il birrificio emiliano ha interpretato in una versione più forte e muscolare (Double, come Double IPA). L’acronimo finale invece ci suggerisce che la birra è stata realizzata tramite un “double dry hopping”, cioè una luppolatura a freddo massiccia e ipoteticamente superiore agli standard. Insomma, la descrizione estesa sarebbe Double New England India Pale Ale Double Dry Hopped: poco efficace e a tratti comica e ridondante. A proposito di luppolatura, per la prima versione sono state impiegate le varietà Galaxy, Mosaic e Citra, che tuttavia sono destinate a variare nelle cotte successive.

Trae invece ispirazione della cultura brassicola del Belgio l’ultima nata di Croce di Malto (sito web). La PiQuad (10,2%) è realizzata sul modello delle Quadrupel, stile tipico delle abbazie trappiste che timidamente sta trovando qualche incarnazione anche tra i birrifici italiani. Come da copione è una birra che gioca su toni tendenzialmente dolci e che si caratterizza per un’ampia profondità aromatica. L’alto contenuto alcolico si esprime non in modo aggressivo, ma come un delicato abbraccio caldo che nonostante tutto permette di mantenere la bevuta esile e scorrevole. La PiQuad è il frutto di un lungo ragionamento, tanto da essere definita una “birra cerebrale”. Descrizione che calza a pennello per un prodotto “da meditazione”, apprezzabile a piccoli sorsi.

E dopo un peso massimo concludiamo con una leggera Session IPA, cioè la Low Kick (3,5%) lanciata recentemente dal birrificio salentino Malatesta (sito web). Il ruolo di protagonista è ovviamente rivestito da luppolo, che si esprime sia con sfumature di mandarino e frutta esotica (melone, papaya), sia con toni resinosi ed erbacei. Inutile specificare che la ricetta della Low Kick è studiata per l’estate, tuttavia in etichetta è anche definita una “sporting-beer”, cioè “ideale per recuperare energie dopo una sessione sportiva”. Questo concetto è secondo me interessante, perché nonostante sia suffragato da dati precisi, è stato poco cavalcato sia dai birrifici artigianali che da quelli industriali. Chissà che la creazione di Malatesta non indichi una strada da battere con decisione nei prossimi mesi.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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