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Nuove birre da Shire, Hammer, Vetra, Birrificio Abruzzese, Antikorpo e Dank

Molte delle birre natalizie che trovate disponibili in questi giorni si caratterizzano per lunghe maturazioni, che durano mesi interi. Così l’aspetto curioso, spesso ignorato dai neofiti, è che queste produzioni per le festività in realtà sono state brassate in piena estate (o giù di lì), per essere pronte ora. Ad esempio la cotta della How Fortunate The Man With None (11%), ultima nata in casa Shire Brewing (sito web), si è tenuta lo scorso agosto e rappresenta la prima Imperial Stout del giovane birrificio laziale. E non è un’Imperial Stout qualunque, perché prevede l’aggiunta di sciroppo d’acero a fine bollitura e baccelli di vaniglia Bourbon del Madagascar in maturazione, entrambi di elevata qualità. Il grist è costituito da malto Pils, integrato da avena maltata, Crystal T50, Pale Chocolate, Chocolate, Crystal DRC e Roasted; la luppolatura invece è stata affidata al semplice Magnum. È ovviamente una birra ricca, avvolgente, densa, con una componente zuccherina non indifferente ma ben bilanciata dal contrappunto dei malti scuri. Nonostante l’alta gradazione alcolica, risulta relativamente facile da bere grazie alla chiusura asciutta e secca. Una creazione di grande spessore con cui i ragazzi di Shire vogliono brindare al Natale e a un anno ricco di soddisfazioni.

È invece una birra espressamente natalizia la Dumbir (8%), la new entry del birrificio Hammer (sito web) pensata appositamente per le feste. La ricetta è modellata sullo stile delle classiche Kerstbier del Belgio: la base è riconducibile a una Belgian Strong Ale, arricchita dall’aggiunta di mandarino, zenzero e zucchero candito. Opulenta ma equilibrata, scalda col suo tenore alcolico e con le note di caramello, frutta candita e spezie. La Dumbir comunque non è l’unica novità di Hammer, perché, come riporta Prima Lecco, recentemente è stata lanciata anche la Mol Chéri (9,5%), un blend tra la Molid (60%) e la fruit beer Cherry, entrambe due birre scure della casa, maturata per 15 mesi in botti di whisky. Le due creazioni inedite sono state presentate a fine novembre nel corso della Dark Fest organizzata presso l’Hammer Pub di Calolziocorte (LC).

Continuiamo con le nuove birre natalizie per introdurre l’ultima creazione del birrificio milanese Vetra (sito web). La novità si chiama Panetun (7,6%), un nome che lascia pochi dubbi sulla fonte d’ispirazione della ricetta. L’idea infatti è di proporre una sorta di “panettone liquido”, partendo dalla base di una Bock scura per poi aggiungere uva passa, vaniglia Bourbon, scorze di arancia e persino pezzi interi di panettone – una stravaganza che tuttavia non è nuova nel panorama brassicolo italiano. La birra, realizzata in collaborazione con Panettone Day, è un omaggio tanto alle festività, quanto al dolce meneghino tipico del Natale. Ovviamente l’abbinamento con quest’ultimo è scontato, ma probabilmente sulle tavole delle feste troverete altre pietanze interessanti da accostare alla Panetun di Vetra.

Torniamo a occuparci di Imperial Stout con adjuncts perché appartiene a questa tipologia anche l’ultima novità del Birrificio Abruzzese (sito web), produttore ormai prossimo ai dieci anni di attività. La birra si chiama Zar (9%) ed è realizzata con l’impiego di baccelli di vaniglia del Madagascar e fave di cacao del Perù, sebbene la caratteristica più peculiare sia il lungo affinamento (un anno) in botti di Bourbon provenienti dalla distilleria americana Vermont Springs distilling & Co, situata in New England. Le sfumature di Bourbon sono facilmente distinguibili nell’aroma, ma non risultano eccessive, e si accompagnano alle note di vaniglia (rilasciate dalla botte oltre che dai baccelli stessi) e cioccolato. Il corpo è morbido e avvolgente, ma la birra risulta scorrevole nonostante la sua ricchezza aromatica. Anche in questo caso il momento migliore per assaporare la Zar sarà durante le festività natalizie.

Se invece cercate sapori diversi dal solito, per la stagione invernale Antikorpo Brewing (sito web) ha annunciato la sua nuova Rauch’n’Roll (6,5%). Come il nome rivela siamo al cospetto di una birra affumicata, che il produttore friulano ha interpretato in chiave Bock. Aspettiamoci quindi un netto carattere fumé, che tuttavia non impedisce di percepire tutto il comparto aromatico della birra: castagnaccio, pane di segale e confettura di mele cotogne, oltre a una sorprendente vena balsamica che richiama il miele di tiglio. In bocca è coerente, rotonda e scaldante, con un gradevole equilibrio per una tipologia del genere. Chiude amara, con ricordi di caldarroste che perdurano nel lungo retrolfatto. Se siete amanti delle Rauchbier, la neonata di Antikorpo va assolutamente provata.

Dopo tante birre alcoliche, speziate e muscolari, chiudiamo la rassegna odierna con qualcosa di totalmente diverso. Parliamo infatti della nuova Burnout (4,8%) del marchio Dank Brewing (sito web), disponibile proprio in questi giorni. È un’American Lager in cui il contributo leggero dei malti si fonde con la resa aromatica dei luppoli, che si muove tra i toni erbacei e speziati delle varietà tedesche (Saphir, Perle) e quelli fruttati delle varietà americane (Ekuanot). Facilissima da bere, ma anche contraddistinta da un carattere deciso, la Burnout è certificata gluten free per la gioia di tutti coloro che soffrono di intolleranze al glutine. Ottima scelta come birra defaticante per le feste, da bere a più riprese tra una Kerstbier e un’Imperial Stout.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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