Cimec
Home » Rubriche » Beer Geek Club » Aspettando l’Arrogant: un assaggio di De Garde e Holy Mountain

Aspettando l’Arrogant: un assaggio di De Garde e Holy Mountain

In questo fine settimana si terrà presso il Chiostro della Ghiara a Reggio Emilia il più importante festival europeo dedicato alle cosiddette birre acide: l’Arrogant Sour Festival. Come ogni anno, parteciperanno numerosi birrifici stranieri, tra i quali alcuni birrifici statunitensi che operano esclusivamente nella scena Farmhouse, Wild e Sour Ale, incluse fermentazioni spontanee e miste, nonché attori che comunque imperniano parte della loro produzione sulle suddette tipologie di birra. In particolare, chi andrà al festival potrà assaggiare le produzioni di due birrifici statunitensi conosciuti e molto ricercati: De Garde (Tillamook, Oregon) e Holy Mountain (Seattle, Washington). Il primo, alla seconda partecipazione, è dedito esclusivamente alla produzione di birre a fermentazione spontanea e mista; il secondo vanta una linea più varia, comprensiva di Imperial Stout, Barley Wine, Old Ale e Brown Ale, ma che annovera molte Farmhouse e Wild Ale.

Per cominciare a entrare nell’atmosfera della manifestazione, ieri ho deciso di assaggiare insieme ad Andrea Turco una birra di Holy Mountain e una di De Garde. Un premessa tuttavia è d’obbligo. Purtroppo non ho contezza circa la disponibilità all’Arrogant della birra di Holy Mountain degustata, mentre quella di De Garde è stata annunciata come disponibile al festival alla spina. Tuttavia i due assaggi sono indicativi di ciò che ci aspetterà questo weekend in terra emiliana. Ma vediamo com’è andata, ringraziando sin d’ora il So Good di Roma per la squisita ospitalità.

Temple of Heaven – Holy Mountain

La Temple of Heaven di Holy Mountain è una Wild Ale frutto di un blend tra più birre fermentate in botte di rovere con dei lieviti selvaggi. Il blend è stato poi immesso in un serbatoio di acciaio contenente una grossa quantità di pesche nettarine, dove ha rifermentato per 3 mesi sotto pressione e un’ulteriore fermentazione è avvenuta in bottiglia con l’aggiunta di Brettanomyces.

La birra è di color giallo carico, lievemente opaca, e si presenta con un dito di schiuma abbastanza compatta, che scema dopo circa un minuto. Al naso le pesche nettarine sono ben evidenti e ottimamente legate con i sentori legnosi del rovere e con il Brett. In ingresso in bocca risulta lattica, con un attacco morbido che lascia poi il passo alla secchezza del Brett. Forse un filo di carbonazione in più non avrebbe guastato. Al palato ancora pesche nettarine, una delicata nota di vaniglia, mentre il finale è ancora dominato dalla pesca, senza alcuna astringenza né note acetiche, e con una lieve sfumatura sapida che ripulisce la bocca ed invoglia un secondo sorso. Nel complesso la birra è risultata molto soddisfacente, con un apporto del rovere molto delicato, persistente e anche rinfrescante.

Baies & Arbres – De Garde

 

La Baies & Arbres di De Garde ha per base una Golden Wild Ale invecchiata per circa due anni in botte di rovere e in seguito rifermentata per due mesi con lamponi rossi e neri freschi, per poi essere blendata con una piccola quantità di birre fermentate spontaneamente di uno, due e tre anni e infine ulteriormente rifermentata con aghi di abeti rossi locali coltivati dai membri del birrificio. Anche qui l’ultima rifermentazione è avvenuta in bottiglia.

La birra si presenta di un color rosso vino molto carico con un dito di schiuma rosata ed evanescente. Al naso si manifestano con intensità i lamponi, accompagnati dalle note balsamiche della resina di abete, in un mix veramente gradevole e bilanciato. Carbonazione appropriata, al palato ancora lamponi rossi e neri, con le loro note rispettivamente speziate e boschive, corteccia, e, purtroppo, la presenza di una netta nota acetica che esaspera l’astringenza finale, il tutto penalizzando la birra sia sul piano della mera eleganza che su quello della facilità di bevuta. In definitiva la birra è sembrata bifronte, con un naso molto appagante, mentre la mera bevuta non è risultata altrettanto soddisfacente.

Conclusi gli assaggi non resta che lasciare a voi la possibilità di un confronto nei prossimi giorni. Difficilmente la Temple of Heaven sarà disponibile all’Arrogant, ma nelle altre birre del produttore di Seattle dovreste ritrovare la stessa maestria nel mantenere sotto controllo il lavoro dei lieviti selvaggi. La Baies & Arbres invece dovrebbe essere regolarmente presente, ma alla spina invece che in bottiglia: in quel caso è interessante capire quali differenze emergono tra le due modalità di confezionamento.

L'autore: Pierluigi Nacci

Pierluigi Nacci
Appassionato di birra artigianale sin dal 2004, ha frequentato numerosi corsi di degustazione e nel corso degli anni ha sviluppato una predilezione per i viaggi birrari all'estero, comprensivi di visite a taproom e pub, e per i festival internazionali. Senza assolutamente tralasciare la scena italiana.

Leggi anche

A Vienna e Innsbruck due nuove mete per il beer geek europeo

Distanti tra loro circa quattro ore e un quarto di treno ad alta velocità, fino …

J Wakefield vs Fremont Brewing, le diverse dinamiche dell’hype

Quando si parla tra appassionati e non di birrifici americani, uno dei primi argomenti è …

3 Commenti

  1. Avatar

    Salve,
    Scusa la domanda…
    Io, dopo aver letto l’articolo e la tua segnalazione su Untappd, ho chiamato il So Good per sapere se la Temple of Heaven di Holy Mountain fosse disponibile presso il loro locale perché, ovviamente, intenzionato ad acquistarne almeno una bottiglia.
    Dal locale mi è stato detto che loro hanno solo birre alla spina (e ovviamente quella non era in tap list).
    Potresti gentilmente dirmi come posso fare per comprarne almeno una bottiglia dato che se trovassi la lampada di Aladino uno dei tre desideri che esprimersi sarebbe quella di assaggiarla ?
    Grazie mille.

    • Andrea Turco

      Ciao, il ringraziamento al So Good è per averci gentilmente ospitato durante gli assaggi. Per come reperire la birra lascio la parola a Pierluigi.

  2. Pierluigi

    Due sono le possibilità: scambiarla via trade oppure trovarsi a Seattle, alla taproom del birrificio e riuscire a reperirla a portar via.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *