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Nuovi birrifici e beer firm: Nama Brewing, Skapte, Drolle e Vanguard

Il principale “salto professionale” che caratterizza la birra artigianale in Italia è quello da homebrewer a birraio. Non di rado si passa dal destreggiarsi tra le pentole di casa a gestire un impianto professionale, magari non prima di uno stage o una breve tirocinio in qualche birrificio. Questa modalità era molto diffusa in passato – e per la verità anche adesso – ma oggi è meno scontata. Sempre più spesso accade infatti che un birraio decida di partire con la propria impresa brassicola solo dopo anni di esperienza presso importanti produttori, italiani o stranieri che siano. È il caso di Mattia Bonardi, che a partire dal 2010 ha lavorato prima in Elav e poi al Birrificio Lambrate, ricoprendo in quest’ultima azienda anche il ruolo di head brewer (dal 2017). Solo dopo più di un decennio di produzione ha deciso di compiere il grande passo e aprire, insieme a due soci, il birrificio Nama Brewing. La sede è a Treviglio (BG), in una zona dalla vocazione commerciale e artigianale, non distante alla stazione ferroviaria.

L’obiettivo di Nama Brewing è creare birre “inclusive”, cioè facilmente accessibili in termini di gusto, senza però risultare banali. Allo stesso tempo non vengono disdegnati prodotti più accattivanti e realizzati sperimentando nuove materie prime fornite da aziende di elevata qualità. Infine non mancheranno collaborazioni e one shot principalmente in stile tedesco e americano, con qualche progetto parallelo sperimentale relativo a birre affinate in legno. Una gamma molto articolata dunque, che si avvale di un impianto a tre tini con una capacità massima di 15 hl a cotta. Una certa attenzione è posta al profilo dell’acqua, modificabile in base alle esigenze in maniera versatile e costante. Il birrificio dispone di una tap room annessa all’impianto di produzione. Al momento la gamma base si compone di quattro birre: Frontiera (7,2%) è una Doppelbock brassata con un complesso mix di malti (Pils, Monaco, Caramalt, Melnoidin, Carafa) e luppolo Tettnanger; Liquid Sky (5,8%) si ispira alle American IPA e punta sulla forza aromatica dei luppoli Simcoe, Centennial, Amarillo e Idaho 7; Nebula (6,3%) è definita Modern IPA e strizza l’occhio alla moda delle birre luppolate torbide; Tacheles (4,9%) infine è una Pils che prevede l’impiego di luppoli continentali (Tettnanger, Hersbrucker). Maggiori informazioni sono disponibili sul sito di Nama Brewing.

Dalla Lombardia ci spostiamo in Campania, dove di recente è cominciata l’avventura del birrificio Skapte Handcraft Beer. Siamo a Cairano (AV), uno dei borghi più piccoli della regione (meno di 300 abitanti), arroccato su una rupe che domina la Valle dell’Ofanto. Come avrete capito il legame dell’azienda con il territorio è molto sentito, tanto che il logo richiama un pendaglio antropomorfo datato intorno al VII secolo a.C. e ritrovato proprio a Cairano. Il nome del paese non poteva non essere anche quello della prima produzione di Skapte: la Cairano (5,2%) è una Blanche piuttosto in stile, aromatizzata come da copione con coriandolo e scorze d’arancia amara. Le altre due birre che al momento compongono la linea sono La Rupe (5,1%), una Golden Ale in perfetto stile britannico con note floreali, fruttate ed erbacee, e Scorciacapa (5,2%), un’American Pale Ale realizzata con un double dry hopping che esalta le note tropicali ed agrumate. Se volete conoscere meglio il progetto potete consultare il sito web del birrificio, o meglio ancora la relativa pagina Facebook.

Si mostra estremamente connessa con la sua terra anche la beer firm Drolle – Birra Artigianale Montanara, partita ufficialmente alla fine del 2021 grazie allo spirito d’iniziativa di Daniele Pascal, che dopo anni di cotte casalinghe ha deciso di lanciare il proprio marchio birrario. Siamo tra le montagne della Val Germanasca, in provincia di Torino, in un territorio molto suggestivo che Drolle tiene “custodito in bottiglia”. Territorio che fornisce non solo l’acqua, ma anche il luppolo per le ricette: quest’ultimo è coltivato nella vicina Valle Pellice dallo stesso Daniele, dopo aver cominciato alcuni anni fa quasi per gioco. La prima birra del progetto è stata la Lou Loup (5,8%), una India Pale Ale di stampo americano con un profilo aromatico complesso che va dagli agrumi all’albicocca, dal passion fruit agli aghi di pino. A seguire è stata lanciata La Blancho (5%), una White IPA fresca e dissetante, ma anche con un carattere deciso grazie ai toni fruttati (pesca, litchi, agrumi, frutta tropicale) accompagnati da sfumature floreali ed erbacee. A breve dovrebbe essere presentata anche la nuova Gené. Per ulteriori informazioni potete dare un’occhiata al sito di Drolle.

Concludiamo con un salto in provincia di Reggio Emilia per introdurre il birrificio Vanguard, operativo dall’inizio del 2022. Il fondatore è Yang Haoen, per gli amici Francesco, un ragazzo italo-cinese che dopo anni di homebrewing e un diploma di birraio presso la Dieffe di Padova ha compiuto il grande passo nel mondo dei pro. In sala cotte è affiancato da Giacomo: i due si muovono su un impianto da 12 hl con una cantina sin da subito ben dimensionata. Non è la prima esperienza per Francesco nel mondo della food & beverage, poiché possiede una catena di ristoranti di sushi denominata Sushiko e presente in Italia con oltre 50 punti vendita. Le birre prodotte attualmente sono quattro: Hara (6,5%) è una IPA dall’amaro deciso, Akira (4%) una Best Bitter in classico stile britannico, Oda (5%) una Blanche aromatizzata anche con pepe di Sichuan, Masashi (5,5%) una Keller Pils dal carattere deciso ma facile da bere. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito di Vanguard.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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5 Commenti

  1. Il logo di Nama Brewing è smaccatamente affine a quello del birrificio Liquida. Credo che ad Ostellato non la prenderanno affatto bene 😀

  2. Andrea, sarà pure come dici tu, però non appena ho aperto la pagina del blog e visto la foto con le lattine, di primo acchito ho pensato che le birre fossero di Liquida. Per me i loghi sono due gocce… d’acqua 😀

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