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I vincitori del Great American Beer Festival 2009

gabfNegli scorsi giorni si è tenuta a Denver l’edizione 2009 del Great American Beer Festival (GABF), la più grande manifestazione birraria del Nord America. Come raccontato da Beernews, l’organizzazione è stata grandiosa come mai, segnando nuovi record in termini di affluenza, numero di birrifici, quantità di birra servita e numero di giudici. In questo evento mastodontico trova tradizionalmente spazio anche un concorso destinato a premiare i migliori prodotti del festival divisi tra quasi 80 categorie e le migliori aziende dell’anno.

Partiamo proprio da quest’ultime, che sono classifcate in due tipologie: birrifici e brewpub. I birrifici a loro volta si differenziano, in base alla dimensione, in grandi (solitamente produttori industriali), medi e piccoli. Tra i primi ha prevalso la Coors, che è succeduta alla Anheuser-Busch, vincitrice nel 2008 ma non più considerabile americana dopo l’acquisizione da parte della belga InBev. Tra i birrifici di media grandezza ha vinto un’azienda ben nota anche in Italia: la Flying Dog. Tra i piccoli produttori infine, la medaglia d’oro è andata alla Dry Dock, che si fa apprezzare per le sue interpretazioni di stili tedeschi.

Anche i brewpub si differenziano in base alle dimensioni, ma in questo caso le categorie sono solo due. Tra i grandi brewpub ha prevalso Pizza Port Carlsbad, le birre del quale si sono aggiudicate ben 7 medaglie, di cui 4 d’oro. Tra i piccoli brewpub ha invece avuto la meglio il birrificio Chuckanut, locale di Washington specializzato in birre d’ispirazione tedesca.

Tra le infinite medaglie assegnate nelle varie tipologie di birra è interessante cercare qualche nome noto e reperibile anche dalle nostre parti. Allora ci accorgiamo che la già citata Flying Dog appare diverse volte: è medaglia d’oro con la Exit 4 (American-Belgo-Style Ale), la Dogtoberfest (Marzen), la Gonzo Imperial Porter (Imperial Stout) e la Horn Dog Vintage 2007 (Aged Beer), argento con la Barrel Aged Gonzo (Wood and Barrel-Aged Strong Beer) e bronzo con la Hopfish (Classic English Pale Ale).

La Rogue è seconda con le sue Imperial Chocolate Stout (Herb and Spice or Chocolate Beer) e Mocha Porter (Robust Porter), la Dogfish Head medaglia d’argento con la Palo Santo Marron (Specialty Beer) e medaglia di bronzo con la Midas Touch (Specialty Honey Beer). La Brooklyn di Garrett Oliver è argento con la Hopfen-Weisse (Out of Category – Traditionally Brewed Beer). La Left Hand prima con la sua Smokejumper (Smoked Beer), così come la Sierra Nevada con la sua Kolsch (German Style Kolsch). La Great Divide infine è argento con la famosa Yeti Imperial Stout (Imperial Stout) e bronzo con la Old Ruffian Barley Wine (Barley Wine).

Alcune curiosità a margine. Innanzitutto, nonostante l’incredibile numero di medaglie assegnate (moltiplicate 78 categorie per 3 medaglie ognuna…), la percentuale di birrifici rimasti a bocca asciutta è impressionante, addirittura il 93%, dato che si spiega con il numero di birre partecipanti: 3.308! In seconda battuta è interessante notare le categorie con maggiore affollamento di concorrenti: nell’ordine Birre maturate in legno (110), American Pale Ale (108) e Birre alla frutta (104). A parte lo stile nazionale per definizione, le altre due tipologie fanno riflettere parecchio sulle attuali mode del movimento americano.

Per la lista completa dei vincitori del GABF 2009 (tra cui anche gli homebrewer dell’anno) vi rimando al pdf con tutti i risultati.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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14 Commenti

  1. Andrea… NORD AMERICA!!! 🙂 almeno fosse in nord europa… anche se mi diceva il tyrser che lo stocholm beer festival non era poi lontano dal GABF…

  2. Magari davvero… 🙂 grazie della segnalazione

  3. io preferisco di gran lunga la yeti alla gonzo.

  4. @Andrea
    Qualcosa mi dice che tra poco un bel po’ di quelle birre in lista le potrai bere pure nell’Urbe.Mi toccherà affittare una stanza… 😉

  5. … e accendere un mutuo 😉

  6. @pistillone: veramente preferisci la Yeti alla Gonzo? Io credo che la Gonzo abbia proprio una marcia in più…

  7. DanteBarbabietola

    x Voppe
    anche io preferisco la Gonzo alla Yeti. Tra l’altro, etichetta spettacolare!
    Peccato non averlo saputo con anticipo, programmando un viaggio negli USA anche per altri motivi sarebbe stato bello farci un salto.

  8. gusti personali :).

    le flyng dog sono buone birre per carità ma la Yeti per me è la numero uno (almeno di quelle che conosco).
    anche il paking della yeti non è male.

  9. @Tyrser

    Dove si potranno trovare queste birre a Roma?

  10. Anfatti, ho stessa curiosità di Aipieiforeva.

  11. @Impazienti
    Aspettate e saprete, ne avete di cose da bere nel frattempo… 😉

  12. @tyrser

    Scusa ma non capisco il tuo modo di fare, vieni qui a dare pseudo notizie e poi te la cavi con un “aspettate e saprete”.
    Se sai cose che non puoi dire, forse è meglio stare zitti.

  13. @api

    da quello che sò io chiedendo a chi le birre le compra e le rivende, la great divide non verrà più importanta in Italia, e anche una serie di altre etichette USA che prima erano importate non hanno ancora trovato l’accordo con l’importatore.
    la cosa mi intristisce assai,anche perchè nonostante il viaggio i prezzi delle birre USA sono veramente bassi.

  14. Forse non è chiaro che bisogna rilassare i toni… questa volta cancello solo le parti gratuitamente ostili, la prossima volta il mio intervento sarà più drastico. Cosa che vale per tutti…

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