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Nuove birre da Edit + Vertiga, Birra dell’Eremo, Alder, Nama Brewing e Kashmir

Se seguite con costanza il canale Instagram di Cronache di Birra, negli scorsi non vi sarà sfuggito il “racconto” della cotta collaborativa tra il torinese Edit Brewing (sito web) e il francese Fauve. Quella partnership, da cui nascerà una delle birre debuttanti della Italy Beer Week 2023, non è l’unica realizzata di recente dal birrificio piemontese. Qualche giorno fa, infatti, è stata lanciata la Lava Sunrise (6,4%), una IPA decisamente sui generis prodotta in collaborazione con il giovane marchio Vertiga (sito web). La novità rientra nel filone delle birre ispirate al mondo della miscelazione e in particolare al Florida Sunrise (una variazione del Tequila Sunrise): la ricetta parte da una base fermentata con lievito Kveik, generosamente luppolata e aromatizzata con l’impiego di succo d’ananas e purea di mirtilli. Il risultato è una birra dal colore arancione acceso, capace di ricordare le sfumature cromatiche di un tramonto sul mare, e contraddistinta da un carattere non scontato. È una one shot a tiratura limitata, quindi se vi interessa provarla fate presto!

Birra dell’Eremo (sito web) è uno dei birrifici italiani che ha ottenuto i risultati migliori nelle due edizioni dell’IGA Beer Challenge, il nostro concorso dedicato alle Italian Grape Ale. Forte di questa specializzazione, recentemente ha annunciato una nuova creazione appartenente allo stile che celebra l’incontro tra la birra e il vino: la Good Game (5,6%) è brassata con un 30% di mosto fresco di uve Passerina, percepibile sia in aroma (pera, fiori bianchi, un leggero agrumato) sia in bocca (mineralità che quasi vira sulla sapidità). Si tratta della sesta Italian Grape Ale del produttore umbro, la seconda confezionata in lattina dopo la Monogram. Birra dell’Eremo è uno dei pochissimi birrifici italiani a usare questo contenitore per le IGA, dettaglio che potrebbe favorire una percezione più “pop” per una tipologia che spesso è comunicata in maniera diametralmente opposta.

Tra le tante novità presentate a Birraio dell’anno di qualche giorno fa va segnalata la Bar Sport (3%), new entry nella prestigiosa gamma del birrificio Alder (sito web). È la prima novità del 2023 per il produttore brianzolo, un anno in cui – a detta della stessa azienda – la produzione si concentrerà soprattutto su birre leggere e facili da bere, che potremmo definire “da bancone” o “da tavola”. E la Bar Sport è proprio una Table Beer, che il birraio Marco Valeriani ha interpretato come un incrocio tra una classica birra britannica e una Session IPA americana. Il grist è composto da un mix di malti inglesi e malti speciali tedeschi, mentre per la luppolatura è effettuata con varietà Motueka, Mosaic e Citra, in quantità oculate. Della fermentazione invece è responsabile un ceppo di lievito tradizionale inglese, che grazie al suo ridotto potere di attenuazione ha permesso di ottenere un corpo di un certo spessore nonostante il tenore alcolico.

Il 2023 del giovane Nama Brewing si è aperto subito con due novità, che dovrebbero essere disponibili proprio in questi giorni. La prima si chiama Bounty Killer (6%) ed è una IPA di stampo moderno caratterizzata dall’utilizzo di cocco in combinazione a una massiccia dose di luppoli americani (gli immancabili Mosaic e Citra). Tale incontro esalta il profilo tropicale della birra e anche in questo caso troviamo un richiamo al mondo dei cocktail, nello specifico alla Piña colada. C’è anche una componente hazy non indifferente, a cui contribuisce il lievito Vermont Ale e soprattutto le frazioni di frumento e avena usate in congiunzione con i malti Pilsner e Pale. La seconda novità di Nama Brewing si chiama invece Sabotage (7,2%) ed è una DDH IPA dal profilo aromatico molto intenso, grazie all’impiego di quattro varietà di luppolo: Citra, Mosaic, Idaho 7 e Nelson Sauvin. Anche in questo caso la fermentazione è ottenuta con lievito Vermont Ale, mentre il grist è composto da malto Pale di provenienza inglese e fiocchi d’avena.

E due, infine, sono anche le novità annunciate di recente dal birrificio molisano Kashmir. La prima si chiama Master of Roasted (6%) ed è una Robust Porter realizzata seguendo in modo fedele il modello britannico. Nella base fermentescibile troviamo malti Pale, Monaco, Vienna, Crystal (due tipi diversi) e Black, la luppolatura è affidata al Challenger e la fermentazione è opera del lievito London Ale III. Il corpo è relativamente pieno, mentre il profilo aromatico segue il copione dello stile: fondo di caffè, cioccolato e caffè d’orzo, con una sfumatura di liquirizia nel retrolfatto. Il nome e la grafica non sono solo un omaggio ai Metallica, ma ricalcano anche le scelte della Master of Peated, altra Robust Porter di Kashmir ma contraddistinta da una nota fumé. La seconda novità del birrificio è la Mario (5,1%), una Hoppy Lager prodotta in onore di Mario Lanza, tenore, attore e showman americano di origine molisana, considerato uno dei migliori di sempre nel suo campo. In questo caso i luppoli sono Mosaic (formato Cryo) e Columbus, usati anche in dry hopping. Semplice infine il grist, formato esclusivamente da malti Pilsner e Monaco.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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