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Come il crowdfunding ha aiutato a preservare la scena birraria di Bruxelles

Nel corso della pandemia di Covid i locali di Bruxelles, come quelli di tutto il mondo, si sono trovati di fronte a chiusure prolungate, orari limitati e a un conseguente taglio netto del proprio giro di affari. A febbraio sui social network hanno cominciato ad apparire annunci della piattaforma growfunding.be dedicati alla campagna “Zuur”. Lo slogan era d’effetto (“una birra acida per un periodo amaro”) e l’obiettivo era chiaro: dare la possibilità ai consumatori di supportare il proprio locale preferito in un periodo di estrema difficoltà, sostenendo l’economia locale. Come raccontato su queste pagine a fine aprile, diversi locali si erano attrezzati per fornire ai propri clienti un servizio d’asporto, ma la maggior parte si ritrovò, per varie ragioni, impossibilitata a farlo. A distanza di mesi appare evidente come la campagna di growfunding.be sia stata fondamentale non solo per contribuire a preservare molte attività della capitale, ma addirittura per fornire nuovo impulso ad altri settori e rilanciare progetti messi da parte.

Nel periodo più duro di restrizioni, ha fatto molto effetto vedere bar celebri e posti “da tutti i giorni” chiedere supporto alla propria clientela. I bar della zona in cui abito, nei pressi della centrale Place Flagey, erano praticamente tutti sulla piattaforma. Tra quelli più conosciuti all’estero si segnalavano il Le Coq e il Poechenellekelder. Il meccanismo dell’iniziativa era molto semplice: ogni bar poteva condurre una campagna di crowdfunding di 4 settimane sulla piattaforma www.growfunding.be/zuur e offrire ai propri sostenitori un range di “premi” (a seconda del tipo di sostegno economico ricevuto) forniti da piccoli esercizi locali o attori dell’economia sociale, nonché una Zuur, uno special blend di Lambic Cantillon e della Blond del birrificio brusselese En Stoemelings (o una limonata per gli astemi).

L’iniziativa è stata supportata dalla Regione di Bruxelles-Capitale con un sussidio di 300.000 euro, il 70% destinato a finanziare parzialmente i premi per i sottoscrittori e il restante 30% per la campagna comunicativa e i costi operazionali. La campagna Zuur è proseguita fino a fine aprile e i risultati sono stati ottimi: sono stati raccolti 683.386 euro per supportare e salvare 82 attività, grazie al sostegno di 8.506 partecipanti. Il tutto è stato celebrato “alla belga” lo scorso 18 giugno, quando si è tenuta una festa in contemporanea in tutti i locali coinvolti durante la quale sono state distribuite le Zuur e i premi ai sostenitori.

Il successo della campagna è andato al di là del sostegno ai locali ma ha avuto un riscontro nel sociale. Nel sistema dei premi ai sottoscrittori hanno partecipato 141 diverse organizzazioni e circa 200.000 euro hanno finanziato artisti locali, che hanno potuto promuovere i loro lavori in un ampio network. Sono state inoltre organizzate attività per bambini per la durata complessiva di 10.000 ore e serviti più di 1.000 pasti caldi ai senzatetto della città.

Un esempio concreto di come questa campagna sia stata di successo è rappresentato dal caso della storica brasserie art-déco Verschueren – se la visitate assolutamente da provare la Bière maison, una Triple luppolata prodotta in esclusiva per loro dalla Brassserie de la Senne. Situata nel comune brusselese di St. Gilles, è riuscita a sopravvivere alla crisi grazie a una combinazione di crowdfunding (con circa 17.000 euro raccolti in due settimane) e a un prestito regionale. In aggiunta, grazie allo slancio dato dal sostegno ricevuto, il proprietario, Robert Van Craen, ha annunciato che ha acquistato il celebre ristorante Restobières (chiuso da maggio del 2021) che riaprirà nella primavera del 2022 dopo i necessari lavori di ristrutturazione.

Il sistema del crowdfunding non è una novità a queste latitudini. Soprattutto a Bruxelles, in passato e in epoca pre-pandemia è servito per lanciare locali e birrifici ormai impiantati stabilmente nella scena locale brussellese come il Brussels Beer Project e il birrificio La Source.

L'autore: Niccolo' Querci

Bergamasco di nascita. Vive a Bruxelles dal 2011 dove si occupa di politiche energetiche. Ha ottenuto la qualifica di Beer Sommerlier presso la Beer Academy di Londra. Ama girovagare per il Belgio e per l'Europa per scoprire nuovi birrifici e nuove birre. Ha una predilezione per le Saison e una venerazione per la birra trappista Orval.

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