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Birrovagando per l’Europa Centrale (parte III): Sassonia

Si conclude oggi il resoconto del mio viaggio estivo tra Franconia, Repubblica Ceca e Sassonia. Dopo aver raccontato la birra di Bamberga, Oberfranken e Norimberga e dopo aver visitato “l’altra” Repubblica Ceca brassicola, quella che non è necessariamente legata a Praga, è ora il momento di tornare in Germania prima di concludere il viaggio a Bruxelles, la città in cui vivo. Due sono le tappe fondamentali sulla strada di ritorno: Lipsia, città famosa per le sue antiche birre salate, e Münster, patria non solo di uno stile raro e poco conosciuto – le Münster Alt – ma anche casa di uno dei birrifici europei più interessanti degli ultimi anni: Kemker Kultuur. Prima però c’è tempo per una tappa non lontana dal confine con la Repubblica Ceca…

Lipsia

Da Karlovy Vary mi dirigo verso la penultima tappa del mio tour: Lipsia. Dopo aver varcato il confine ed essere entrato in Sassonia, in quella che era la vecchia Germania Est, decido di fare una breve sosta lungo la strada nella città di Chemnitz. Si tratta di una città piuttosto anonima con grandi palazzoni in stile sovietico e una statua di Marx nella piazza principale. Fino al 1990 era denominata Karl-Marx-Stadt. Dal punto di vista birraio vale una sosta per la Brauerei Reichenbrand (sito web), birrificio dove, fra l’altro, viene brassata la Ritterguts Gose (sito web), uno dei marchi storici di questa tipologia. Il birrificio si distingue per la sua ottima Dunkel, stile che in Sassonia, il Lander in cui mi trovo, va per la maggiore. Per gli amanti dei classici boccali una tappa consigliata a Chemnitz è SBS Deko (sito web). Si tratta di un negozio, esteso per un paio di hangar, pieno zeppo di memorabilia e cianfrusaglie risalenti agli anni della DDR.

La prima tappa a Lispia non poteva non essere la celebre Bayerischer Bahnhof (sito web). Lipsia è conosciuta dagli appassionati per la Gose, una birra salata (oltre che acida e speziata) che dopo essere caduta nel dimenticatoio, è ritornata prepotentemente in auge e ora viene riprodotta da diversi birrifici. Il nome deriva dal fiume Gose che attraversa Goslar, una cittadina della Sassonia a ovest di Lipsia, importante centro minerario e famosa per le sue cave di sale. I sali e i minerali lavorati venivano riversati nel fiume, dove i birrai locali si approvvigionavano di acqua per le loro cotte. Le cave entrarono in crisi nel Tardo Medioevo e i minatori si trasferirono in massa nella città di Lipsia, portandosi dietro la birra Gose.

Nel 1824 aprì la Rittergut Döllnitz, il più importante birrificio produttore di Gose. Le due guerre mondiali mandarono in crisi, o distrussero, moltissimi birrifici. La produzione in città durò fino al 1966, quando terminò. La Gose ricompare in città nel 1986, ma prima di avere il primo birrificio passarono più di trent’anni. Nel 1999 il birraio bavarese Andreas Schneider decise di riportare la produzione a Lipsia ed aprire una Gosenschenke all’interno di una vecchia stazione ferroviaria. Nacque così la Bayerischer Bahnhof. Oggi il birrificio presenta un ampio biergarten e una sala interna. Oltre alla Gose (che può essere servita anche con sciroppi o con l’acquavite locale, l’Allasch), assaggio la Pilsner della casa, veramente di ottima fattura.

Altri posti interessanti in città, con cui intervallare gli interessantissimi musei dedicati alla DDR, sono la Brauhaus an der Thomaskirche (sito web), specializzata nella produzione di Dunkel, il beershop Die Bierothek (sito web), con un’ampia scelta di birre tedesche e non, e il negozio di alcolici Edler Tropfen (sito web), dove è possibile acquistare la Rittergut Gose. Non potevo non concludere la serata nel luogo che ha visto la rinascita di questo particolare stile birraio: il Gosenschenke Ohne Bedenken. Il publican Lothar Goldhahn recuperò alcune vecchie ricette e fece riprodurre la Gose in un birrificio dell’allora Berlino Est, lo Schultheiss-Weisse. Oggi il Gosenschenke Ohne Bedenken è un bel locale, raggiungibile con una passeggiata di 30 minuti dal centro città, con un ampio biergarten. Viene servita la Edelgose, che è possibile acquistare anche nella famosa bottiglia dal collo lungo.

Münster

Da Lipsia per tornare a Bruxelles mi aspettano più di 700 kilometri. Per spezzare il viaggio nei giorni precedenti avevo preso contatto con Jan Kemker, birraio di Kemker Kultuur (sito web), e mi ero accordato per una visita. La fattoria in cui vengono prodotte le birre si trova a Everswinkel, un villaggio a poca distanza dalla città di Münster. Viene seguita una filosofia molto interessante che mira a riportare alla luce birre scomparse da antiche ricette, utilizzando solo ingredienti della zona. La birra più rappresentativa è la Aoltbeer, una Munster Alt che si differenzia dalle Alt di Düsseldorf per il colore chiaro e l’utilizzo di lieviti selvaggi con l’invecchiamento in botte.

La produzione è piuttosto varia e conta su gruit, Lichetnhainer, sour beers con e senza frutta, sidri e ibridi vari. Jan mi mostra il sito di produzione mentre degustiamo un ottimo sidro. Non potevo scegliere posto migliore per completare questo incredibile viaggio.

Tirando le somme, dopo più di 2.500 chilometri on the road, rifarei ogni singola tappa.  Tornerò sicuramente in Franconia, che merita più giorni, un periodo storico più “tranquillo” e la conoscenza di qualche vocabolo tedesco in più. Magari abbinandola a un tour dell’Alto Palatinato per le Zoigl. A proposito di Franconia, un consiglio pratico: è importante munirsi di tanta acqua e di scorte di cibo. Stinco di maiale e similari sono buoni ma non mangiati tutti i giorni! Per le carpe non era ancora stagione…

Lispia è una tappa interessante per chi ama gli stili particolari e la zona di Münster, grazie al revival di vecchi stili storici, è destinata a far parlare di sé. Capitolo a parte merita la Repubblica Ceca: oltre a Praga e ai suoi luoghi mainstream c’è un mondo interessantissimo, in continua evoluzione e sicuramente da approfondire.  Un po’ come sta accadendo in un’altra nazione storica per la birra, il Belgio, dove ai vecchi produttori e agli stili classici si stanno affiancando le nuove produzioni con gli stili moderni. Me ne torno a casa con il bagagliaio pieno di prodotti interessanti e tanta voglia di tornare in questi magnifici luoghi della birra.

L'autore: Niccolo' Querci

Bergamasco di nascita. Vive a Bruxelles dal 2011 dove si occupa di politiche energetiche. Ha ottenuto la qualifica di Beer Sommerlier presso la Beer Academy di Londra. Ama girovagare per il Belgio e per l'Europa per scoprire nuovi birrifici e nuove birre. Ha una predilezione per le Saison e una venerazione per la birra trappista Orval.

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